Internet può portare in luce veri talenti. Come Marta Giuma che esordisce da scrittrice a 36 anni, con un libro nato in una comunità (diventata poi anche casa editrice), mammeonline. L’ha intervistata per dol's
Debora Cingano, una delle proprietarie, ma dopo aver letto il libro non ho
saputo resistere alla tentazione di porle anche io dei quesiti e quindi. Eccoci
con questa intervista a quattro mani.
Marta è nata a Bari, dove vive e lavora: si occupa di redazioni e public relations per la sua agenzia di servizi editoriali. Ha due figli, un bimbo di sei anni e una bimba di due, e un marito poco più grande di lei con il quale condivide la passione per i libri e i film. Marta Giuma: è il tuo vero nome? E come è nato il romanzo? Sì e no. Marta lo è, Giuma è il mio nick su Mol. Cioè mammeonline (www.mammeonline.net), il forum a cui partecipo e da dove è nato tutto. Ho cominciato a scrivere il mio romanzo per le mie amiche virtuali. Un pezzo alla volta, una puntata alla volta. La chiamavamo la “rete-novela. All’inizio pubblicavo le puntate a un ritmo blando, una ogni quindici giorni, il che mi permetteva di lavorarci con calma, nei ritagli di tempo. Tra il lavoro e la famiglia non è che avessi tanto tempo libero… Poi ho dovuto cominciare a scrivere di notte, perché le mie amiche volevano sapere come andassero avanti le vicende di Alison, di Deijan, di Susan, di Andrea, i personaggi principali del romanzo… Ed è così che ,visto il successo nel “salotto di Mol, le socie fondatrici (ndr. Donatella Caione e Debora Cingano) mi chiesero di poter leggere tutte le puntate. La pubblicazione del libro è stata decisa prima che avessi modo di finire di scriverlo. Ci racconti qualcosa sui personaggi? Alison è un giovane e brillante scienziato. Nel suo futuro c’è di certo un Nobel. Ma nel frattempo la sua vita a Philadelphia è parecchio complicata dal fatto che è un prepotente affascinante omosessuale. Deijan è il suo amante e confidente, al secolo un neurologo. Susan è un grintoso avvocato che vedrà stravolti i suoi valori nel volgere di poche settimane. Andrea è il socio di Susan oltre ad essere il suo più caro amico. Le loro vite si incroceranno sin dalle prime pagine, quando Alison si ritroverà imputato di uno scabroso reato.
Hai mai scritto prima di questo libro? Sì certo. Ho scritto sempre, ho scritto di tutto, tutto abbastanza strano e ingarbugliato, molto onirico e surreale... ho scritto storie d’amore sin da bambina, e racconti erotici (più erotici del libro) per me e per gli amici di Mol. Se non scrivo non sono io.
Che studi hai fatto e che lavoro fai oltre alla mamma? Mi sono laureata in lettere moderne nel 1992. Ho cominciato a lavorare come correttrice di bozze esterna per una importante casa editrice barese. In seguito sono stata assunta e poi licenziata, come tutti gli altri interni. L’editore si è liberato della redazione interna e si è affidato alle agenzie esterne. Così io e il mio ex collega (ora socio) abbiamo creato un’agenzia. Lavoriamo ancora con quell’editore, ma anche con altre case editrici. Internet ci permette di interagire con qualsiasi casa editrice dovunque si trovi. Dirigo l'ufficio tecnico che si occupa di collazioni, riscontri, impaginazioni immagini. Sono per lo più al telefono con autori e redattori. Nel libro parli di passioni ed eros, sia maschile che femminile. Descrivi emozioni e sentimenti con molto dettaglio e profondità. Vengono dalla tua esperienza personale o hai raccolto sensazioni e esperienze esterne? Un po’ di tutto. Ho un marito che amo e che ama far l'amore. In tanti passaggi è la sua voce e le sue mani che racconto… E poi la narrazione dei desideri, dei sentimenti altrui mi riesce facile. Basta un accenno da parte di qualcuno. E Mol è una fonte speciale di accenni. Ma c’è anche tanta fantasia, tante “fantasie… Qual è il tuo personaggio preferito di quelli che hai dipinto? Deijan. Io sono innamorata di Deijan. Non sono stata contenta finché non sono riuscita a dare un po' del cuore di Deijan ad Alison. L'amore di Deijan trasforma Alison. E alla fine anche Alison assomiglia a Deijan in quell'imbarazzo finale, quel disagio, così umano da non sembrare più lui. La scena più difficile da scrivere? E quella che ti ha divertito di più? Quella più commovente. Quella più complicata decisamente lo scontro a fuoco, nell’ultima parte, tra i sequestratori e la squadra di agenti dell’MD1; mi ha divertito particolarmente scrivere di come e quando Susan si colleghi a Mol e racconti alle sua amiche cosa le sta capitando; il passo più commovente il momento in cui Alison reincontra Deijan: mi toglie il fiato. Il tuo libro è più un thriller, un romanzo sentimentale o erotico? Un intreccio di storie d’amore, direi. Penso ad Andrea, all'amore che riesce a dare a Susan e in altra maniera a Christian, a quello che prova per Alison. All'amore di Rita per Alison e per i figli. A quello di Susan... il resto, il processo, il rapimento, l'erotismo sono necessari alla crescita di ciascuno dei personaggi ed essenziali al lettore per capirli appieno. E alla scrittrice per divertirsi! Hai esperienza di tribunali e istituti di ricerca? Posso ridere? No, non ne ho esperienza diretta. Ho dovuto “studiare. Come sono fatti gli istituti, quali macchinari ci sono, le procedure di quello Stato americano, i gradi di processo... e dopo aver studiato... ho inventato!! Infine, tocchi un tema molto di moda, l'eutanasia. La trovi giusta quando la morte è inevitabile, per evitare inutili sofferenze e degrado fisico psichico del malato? Che domanda difficile… Alison decide per il sì. Alison decide per il sì, ma ci è quasi costretto. Lui non vorrebbe. L’etica gli dice di no. Io non so cosa deciderei. Non mi sono mai trovata in una situazione simile. Penso che sì, che ci si debba trovare. Da cattolica ti direi che no, l'eutanasia non è giusta, va contro il volere di Dio. Da donna e mamma e figlia taccio. E spero di non trovarmi di fronte a una scelta simile, mai. E il titolo: «Liberami da questo cuore»? Da dove nasce? È l’ultimo desiderio di Deijan. Esaudito? Forse. Allora ci sarà un seguito. Per ora no. Per ora c’è questo ed è lungo abbastanza per sognare un lungo sogno. Per vedere l'anteprima Rai di presentazioe del libro, clicca qui. Per leggere la recensione di dol's clicca qui.
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