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L'ospite inatteso di La redazione di dols
E’ stata chiamata “l’ospite inatteso”, perché si manifesta in modo improvviso e inaspettato. E colpisce soprattutto le donne.
di Fracesca Capelli
 
E’ stata chiamata “l’ospite inatteso, perché si manifesta in modo improvviso e inaspettato. E sconvolge la vita. E’ la sclerosi multipla, a torto considerata una malattia rara. In Italia ne soffrono circa 52 mila persone, con 1.800 nuovi casi all’anno. Il costo sociale annuo è di circa 1 miliardo e 600 milioni di euro.

La sclerosi multipla (detta anche sclerosi a placche) è una malattia grave del sistema nervoso centrale, cronica e spesso progressivamente invalidante. A essere colpita è la guaina mielinica che avvolge le fibre nervose e che permette la trasmissione degli impulsi nervosi con cui il cervello “ordina ai muscoli di muoversi. Le cause sono ancora sconosciute, ma la maggior parte dei ricercatori ritiene che esista una base di predisposizione genetica, su cui si innestano fattori esterni, forse un’infezione virale, che stimolano la manifestazione della malattia.

L’età di esordio è tra i 15 e i 50 anni, con una maggiore concentrazione di casi tra i 20 e i 30. Le donne si ammalano con un rapporto di due a uno rispetto agli uomini.
Oggi è possibile formulare una diagnosi rapida della patologia e intervenire con farmaci in grado di agire sul suo decorso e ritardarne la progressione.
Sono anche disponibili numerosi farmaci efficaci nell’alleviare i sintomi della malattia.
La sclerosi multipla è una malattia che si manifesta in modo precoce, è cronica e progressiva, in molti casi disabilitante.  Per questo ha un forte impatto non solo sullo stato fisico, ma anche su quello psicologico, familiare e lavorativo. E deve essere affrontata con interventi che escono dai confini della neurologia e richiedono la collaborazione tra diversi specialisti (urologo, fisiatra, oculista, psicologo, terapista della riabilitazione, medico di base, sessuologo).

Strutture presenti sul territorio offrono questo tipo di assistenza, anche se la situazione italiana è ancora a macchia di leopardo, con punte di eccellenza e gravi carenze.
Alcuni centri clinici , per esempio, stanno applicando l’approccio interdiscipinare, sull’esempio di strutture specializzate all’estero. Qui vengono messi a disposizione del paziente tutti i consulenti necessari.

Nel 1968, in Italia, è nata l’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism). Erano anni in cui ben poco si sapeve dei meccanismi d’azione della malattia e l’unica terapia praticata era la somministrazione di cortisone. L’obiettivo dell’associazione era dunque diffondere la conoscenza della sclerosi multipla, garantire un’assistenza adeguata ai malati e alle loro famiglie e sostenere la ricerca scientifica. Nel 1998 l’AISM è diventata – come prevede la legge – una Onlus (Organizzazione non lucratica di utilità sociale) e ha costituito la Fondazione italiana sclerosi multipla, con il compito di continuare l’opera dell’AISM nel raccogliere e gestire i fondi destinati alla ricerca.
L’associazione opera a livello locale con una rete di 130 centri, sezioni provinciali, gruppi operativi. La sede nazionale è a Genova e si occupa degli aspetti organizzativi e di coordinamento. L’indirizzo è: AISM, Vico chiuso Paggi, 3, 16128 Genova. Numero verde (per informazione e consulenza): 800-803028, www.aism.itaism@aism.it
I centri sparsi sul territorio lavorano soprattutto per offrire assistenza al malato e migliorarne la qualità della vita. Per esempio, volontari e obiettori di coscienza sono impegnati nell’assistenza domiciliare, guidano mezzi di trasporto attrezzati se il malato non autosufficiente si deve spostare, aiutano per le pratiche sociali, organizzano una visita medica o fanno le commissioni se nessuno in famiglia può incaricarsene, funzionano come raccordo con le strutture sociali e sanitarie del territorio, se necessario. Alcune attività vengono decise autonomamente dalle sedi locali, sulla base delle singole esigenze. Per esempio, in zone dove le strutture riabilitative sono carenti, la sezione dell’Aism può attivare una palestra o un servizio di fisioterapia a domicilio e così via.
Le sezioni promuovono anche attività sociali e culturali, oppure organizzano periodi di vacanza, in strutture attrezzate per accogliere persone con esigenze specifiche.

Da un paio di anni, inoltre, sono stati promossi gruppi di auto-aiuto per malati e familiari, condotti da persone che hanno ricevuto una formazione specifica (di solito altri malati di sclerosi multipla). Si tratta di un supporto in più a livello psicologico, un’occasione  per evitare l’isolamento, confrontarsi con gli altri, liberarsi dalle ansie e dare e ricevere la solidarietà del gruppo.
 
 
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