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I giorni della merla di Fusè Morisetti Giovanna
Le molte leggende relative agli ultimi giorni di gennaio
Sono tante le leggende  popolari relative ai giorni della merla  alcune  veramente interessanti:

- Una  volta  i  merli  erano  bianchi.  Un  giorno  per  il  troppo  freddo  uno  entrò  in  un  camino  per  scaldarsi  e  ne  uscì  dopo  tre  giorni  tutto  nero  per  la  fuliggine.
Due  merli  dalle  candide  piume,  maschio  e  femmina ,  si  ripararono  per  il  freddo  in  un  camino.  Non  avendo  nulla  da  mangiare  il  maschio  decise  di  uscire  per  cercare  qualcosa.  Dopo  tre  giorni  tornò  e  trovando  un  uccello  nero  come  il  carbone,  non  riconobbe  la  sua  merla  e  tornò  indietro  per  cercarla.  La  merla,  annerita  per  la  fuliggine,  nel  frattempo  morì  di  fame.

- Il  merlo  e  la  merla  si  sposano  alla  fine  di  gennaio,  al  paese  della  sposa,  oltre  il  Po.  Dovrebbero  riattraversarlo  per  tornare  nella  loro  casa,  ma  si  è  fatto  tardi  e  si  fermano  per  due  giorni  presso  dei  parenti.  La  temperatura  si  abbassa  molto.  Merlo  è  costretto  ad  attraversare  il  Po  ghiacciato,  ma  muore.  Merla  piange  ed  il  suo  lamento  si  sente  ancora lungo  il  Po,  nelle  notti  di  fine  gennaio.
Tenero e molto poetico questo sito http://www.favole.org/lamerla.html  che racconta favole per la ninna nanna, e tra le altre storie c’e appunto la storia dei tre giorni della merla.

Un'antica consuetudine in onore della merla, si rinnova il 29, 30 e 31 gennaio a Lodi,  con ragazzi che si riuniscono nelle strade e fanno dei cori, cantando a squarciagola mentre le ragazze vanno a barricarsi in un luogo chiuso, per proteggersi dal freddo, che al Nord è piuttosto intenso.
L'usanza di urlare o di cantare per farsi riconoscere era dovuta alle fitte nebbie che durante i giorni della merla non permettevano di vedere molto lontano. Se i ragazzi vogliono stare al calduccio devono vincere resistenze delle ragazze, cantando per loro la Madunà, così da potersi rifugiare in casa.
Alla fine le ragazze dopo una lunga attesa aprono loro la porta e festeggiano tutti insieme al riparo dal rigore invernale.

Una tradizione che rappresenta la prima avvisaglia del Carnevale ormai alle porte. http://www.notti.it/special/merla/Welcome.html
Personalmente ho un tenero ricordo: la mia mamma è nata il 31 gennaio. Da sempre il papa’ la chiamava “la merla prendendola in giro.  Da ragazza era la “merla nera poi, con il passare degli anni, diventò inesorabilmente “la merla bianca. Ma non erano solo i capelli di mamma a dare il titolo: se nevica, la merla necessariamente è bianca!
io non ci sto: per una tv libera dagli stereotipi
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