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Perchè le donne non chiedono di La redazione di dols
Contarsi per contarsi, per fare lobby e saper chiedere. Una ricerca della regione Friuli Venezia Giulia.
di Giovanna Roiatti

Contarsi per contare è stato un progetto di ricerca-azione per conoscersi, per sapere chi siamo e cosa desideriamo anche guardando indietro nelle nostre esperienze di vita; ci siamo chieste se le nostre scelte sono state realmente tali o se ci siamo lasciate un po' andare a dove ci portava il cuore e il destino..
.
Ora guardiamo avanti, a come contare di più per poter dare il nostro contributo consapevole allo sviluppo della comunità in cui viviamo e delle attività che producono ricchezza e benessere, allo star bene delle nostre famiglie e al nostro personale star bene.
Noi siamo persone che “contano e che valgono, e vorremmo che le comunità, le aziende, i contesti associativi riconoscano il nostro merito e i nostri punti forti; perchè più che di protezione abbiamo bisogno di giustizia e di equità di trattamento.

Ad esempio, se le nostre figlie con le loro lauree e le loro competenze, comunque acquisite, non vengono valorizzate, vuol dire che la società sta sprecando risorse e lo spreco non ci piace.

Ci dice l'Università Bocconi (Cristina Bombelli-Laboratorio Armonia): “L'assenza delle donne nelle posizioni + alte delle organizzazioni non è solo ingiusta ma è pericolosa per la perdita di talenti che ci sta sotto .

Non vediamo la necessità per loro di canali privilegiati al lavoro ma che siano giudicate in base a quello che sanno fare e ai risultati che garantiscono.

Dunque, quali sono le competenze ed i punti forti delle donne che abbiamo confermato anche con questa ricerca?

Siamo vivaci socialmente e culturalmente, siamo curiose, siamo tenaci lavoratrici, teniamo molto alle nostre case e ai nostri affetti, siamo certe che il lavoro fuori casa dia una certa sicurezza e lo poniamo al primo posto nel futuro delle nostre figlie femmine.

E quali sono invece i nostri punti deboli?

Ci dicono e ne stiamo diventando piano piano consapevoli che non sappiamo fare squadra tra di noi, che non ci aiutiamo l'un l'altra, che non facciamo “branco, che non dedichiamo tutto il nostro tempo al lavoro extracasalingo come fanno molti uomini (ma forse produciamo di più in meno tempo), siamo orientate al compito e non alla lobby,     che non comunichiamo agli altri il nostro valore con sufficiente determinazione, che non sappiamo chiedere. Ecco uno dei punti a nostro sfavore: non sappiamo chiedere.

Molte donne non contrattano i loro compensi e le loro carriere; infatti non occupano generalmente posti di responsabilità e le loro differenze salariali sono per identiche posizioni circa del 20/30% inferiori agli uomini. Questa situazione è dovuta in parte a stereotipi diffusi sull'incapacità o impossibilità delle donne ad assumere posizioni gerarchicamente rilevanti, ma recenti ricerche dimostrano anche che le donne non si stimano abbastanza , non sono sicure di poter agire in modo da modificare il loro destino, almeno non come la maggioranza degli uomini.

Bisogna che lentamente ma con determinazione imparino a gestire l'ansia connessa al perseguimento dei propri obiettivi, a rimuovere gli ostacoli “interiori alla carriera, in sintesi a chiedere, a negoziare, a puntare in alto, a tener duro e ottenere di più in vista di un migliore futuro in  comune.

Anche nella sfera privata persone adulte coinvolte in una relazione che prevede gestire una casa e dei bambini devono chiedere la divisione in modo equo della mole di lavoro che le aspetta. Negoziare, trattare e non dare per scontato molti comportamenti può essere una strategia per stabilire una distribuzione equa di questo peso.

La vita delle donne è cambiata ma è cambiato il nostro modo di pensare? Perchè combinare lavoro e  famiglia è ancora visto come una questione femminile? Chiediamo a tutti, uomini e donne di affrontare i problemi in  modo creativo e insieme.
Sembra che le donne debbano imparare a chiedere di più  in tutti i settori della vita. Parliamone ....

Stasera ne parliamo innanzitutto con Emma Simonin una psicologa che mi fa molto piacere rivedere dopo tanto tempo, con Franca Miani che conoscete credo tutte, una “pasionaria della politica nel senso più autentico, ma anche una compaesana vostra e una forte organizzatrice e con Michela Del Piero, last but not least, assessore al Bilancio e alle pari opportunità della nostra regione.
Abbiamo organizzato la serata intorno a 3/5 temi sui quali vorremmo parlare noi solo pochi minuti a testa e poi sentiremo l'opinione delle persone presenti argomento per argomento. Riguardano tutti il titolo principale : perchè le donne non chiedono.
 
I temi sono 
1.NON CHIEDONO PERCHE' VOGLIONO ESSERE “BRAVE RAGAZZE
Testimonianza di un uomo: “In quanto maschio mi hanno impartito insieme alla consapevolezza dei miei diritti la convinzione di dover ottenere ciò che volevo. Sono convinto che le donne a livello sociale vengano spinte a pensare di non poter sempre ottenere quello che vogliono.
La donna media ha più problemi dell'uomo medio a convincersi di meritare di più di quello che le viene dato.
Per le ragazze la certezza di essere brave e quindi di meritare di essere ben ricompensate per il loro buon lavoro insomma una consapevolezza forte e manifesta dei proprio diritti equivarrebbe ad una dimostrazione di fiducia in se stesse e quindi ad una violazione del ruolo di genere.

2. SI RISCHIA DI SPAVENTARE I MASCHI  
Un ampio filone di ricerca ha dimostrato che quando le donne si allontanano dallo stereotipo vanno incontro a penalizzazioni (sanzioni sociali per i sociologi) per aver violato, con il loro comportamento, le aspettative della società: hanno un ritorno di riprovazione, di disprezzo, di castigo
Lo stereotipo vuole che le donne devono dimostrare di essere più interessate alle relazioni che al guadagno personale;con questo non voglio dire che dobbiamo diventare tutte delle gran egoiste ma voglio dire che mettere le ambizioni e i sogni- in pratica quello che si vuole- al di sopra delle relazioni personali è un grande tabù per le donne. Il messaggio è: cercare di ottenere quello che volete significa infrangere le normative di genere, non fatelo! Potreste non raggiungere l'obiettivo e perdere su tutti i fronti!

3.VIETATO COMPETERE soprattutto coi maschi, competere e spuntarla significa minacciare l'idea di uomo. Le conseguenze possono colpire la donna sia nella vita privata (vedi ad es.Maria Montessori) che nel lavoro.
Quando c'è competizione per un avanzamento di stipendio o di posizione le donne se la passano meglio quando la valutazione in azienda è  più strutturata, fatta di parametri chiari e non è soggetta a giudizi soggettivi  e quando vengono giudicate per i risultati del loro lavoro individuale piuttosto che per i loro contributi al lavoro di squadra (se la squadra è mista)
 
io non ci sto: per una tv libera dagli stereotipi
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