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LA TERRA DEGLI UOMINI ROSSI – BIRDWATCHERS di Lizzie
Quando il cinema è al servizio della conoscenza.
LA TERRA DEGLI UOMINI ROSSI – BIRDWATCHERS
 
Un film di Marco Bechis. Con Abrisio da Silva Pedro, Alicelia Batista Cabreira, Claudio Santamaria, Matheus Nachtergaele, Ademilson Concianza Verga, Ambrosio Vilhava, Chiara Caselli, Fabiane Pereira da Silva. Genere Drammatico, colore 108 minuti. - Produzione Italia, Brasile 2008. - Distribuzione 01 Distribution

L’italo argentino Marco Bechis, autore del recente ‘La terra degli uomini rossi – Birdwatchers’  presentato all’ultimo Festival di Venezia, è  un regista militante.
Suo interesse principale infatti è, come è stato giustamente sottolineato dal critico di un importante quotidiano a proposito del suo ultimo, interessante lavoro, non tanto raccontare bene una storia quanto poter offrire con questa ‘voce a chi non ce l’ha’.
Se nei 2 film precedenti, ‘Garage Olimpo’ e ‘Hijos’ la sua attenzione si era rivolta all’Argentina, al dramma dei desaparecidos e poi a quello dei loro figli, ricercati e ritrovati dopo la dittatura da ‘nonne’ infaticabili (le ‘abuelas’ di Plaza de Mayo), qui ad occupare la scena è invece il Brasile e in particolare gli indios guaranì del Mato Grosso del Sud del paese, popolazioni della foresta derubate dai fazendeiros prima, dalle multinazionali poi della loro terra e con questa semplicemente di tutto.
E’ una natura potente quella che ci appare nelle prime scene del film…una barca  scende lungo un fiume sulle cui rive sopravvive intatta la foresta pluviale. Tra gli alberi un gruppo di indigeni armati di archi e di frecce intima ai viaggiatori di accelerare il passaggio. Cosa che puntualmente succede - sono turisti accompagnati, birdwatchers arrivati per ammirare gli uccelli rari della foresta amazzonica – salvo scoprire però subito dopo che si tratta di un travestimento che gli indios accettano di inscenare per poche lire e da tempo,  fino a che il suicidio di due ragazze (potrebbe non essere stato il primo, sono tanti i suicidi tra questi  giovani senza futuro) non li costringe ad un definitivo ripensamento e alla ribellione.
 
Il film che presenta a tratti il carattere del documentario è stato interpretato, e a quanto pare anche in parte suggerito - il regista partito con un’idea dopo averli conosciuti ne ha realizzata un’altra - da alcuni indios, uomini e donne, di una comunità che ha realmente guidato un movimento per la riappropriazione della terra, stanchi di una giustizia troppo lenta  e desiderosi  di riaffermare la propria dignità.  Anche attraverso un film … perché, come ha detto Ambròsio, uno dei protagonisti principali della storia ‘non bisogna rifiutare l’occasione, chiudersi alla conoscenza, no, dobbiamo aprirci. L’uomo che non vuole imparare è un uomo morto’. 
 Accanto a loro alcuni attori professionisti che si sono resi disponibili a  fare come da contorno. Sono state mosse critiche a Claudio Santamaria per aver dato vita ad un personaggio non proprio perfetto, lo stesso si è detto di Chiara Caselli…ma anche fosse, e non è, che male ci sarebbe nel metter la propria notorietà al servizio di una causa importante?
 
 
io non ci sto: per una tv libera dagli stereotipi
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