Conosciuta in tutto il mondo per il tipico rione Sassi, Matera, rinasce
negli anni '90 fino a diventare un punto di incontro ideale per
il turismo culturale mirato e non di massa. Lontana dalla ferrovia
italiana che non la tocca, lontana dagli aereoporti (il più vicino è quello di
Bari Palese ad un'ora di distanza), sembrerebbe una regione di difficile
accesso. E invece la sua innata ospitalità ha fattosì che nascesse un polo
culturale che nel 2006 ha dato vita al Musma,
museo di scultura contemporanea, misterioso ed affascinante, insieme ad altre
iniziative di valorizzazione dellla regione. Ne parliamo con una delle
persone che ha contributo alla sua apertura e che tuttora vi lavora:
Mariella Larato, classe '79, nata a Matera, dove vive
tutt’ora.
Che studi hai fatto? Da quando avevo 5 anni, ho
iniziato a studiare il pianoforte in una scuola privata. Ho studiato al
Conservatorio, all’Istituto Magistrale e mi sono laureata in Teologia.
Come sei arrivata al MUSMA?
Corsi, concorsi o altro?Da bambina ho sempre avuto una passione per
l’arte e tutto ciò che riguardava la creatività. Certamente, è stata la musica a
nutrirmi di una particolare sensibilità verso ogni forma estetica. Tuttavia,
proprio lo studio del pianoforte e gli impegni che la musica richiedevano
(concorsi, saggi, ecc.) non mi hanno consentito di approfondire il mio interesse
e i miei studi verso l’arte (iscrivermi all’Accademia di Belle Arti, ad esempio,
avrebbe comportato il trasferimento in un’altra città). Ma nel 2005 partecipo
alla selezione per il Corso di Formazione “ L’organizzazione e la
gestione di mostre d’arte'' affidato dalla Regione Basilicata al
Circolo Culturale La Scaletta di Matera (nell’ambito della Short List Cultura –
complemento di programmazione del P.O.R. 2000-2006 Asse III risorse umane-
Misura III 1.A. 2.) Sono ammessa al Corso insieme ad altri 15 ragazzi e per
circa due anni, finalmente, entro a far parte di un mondo tanto ambito quanto
sconosciuto. Comincio a leggere, studiare, imparare per colmare il tempo perduto
di tutto il mio interesse verso l’arte. Al termine del corso, 6 di quei 15
ragazzi decidono di costituire una Coopertiva per lavorare a Matera nel settore
culturale: Tra quei 6, ci sono anche io e la Cooperativa prende il nome di Artezeta. La prima grande
sfida che ci si pone davanti e la gestione del nascente museo di scultura
contemporanea, il MUSMA, e della bellissima chiesa rupestre “Cripta
del Peccato Originale''. Vinciamo il bando di gestione promosso
dalla Fondazione Zètema (l’ente promotore dei due presidi culturali) e da quel
momento la mia vita cambia drasticamente, non avendo mai e poi mai immaginato di
poter lavorare in un museo. Durante i primi mesi, e alle prime armi, abbiamo
imparato man mano tutto il necessario ai fini di una migliore organizzazione
gestionale del presidio. In questo periodo iniziale, il curatore del museo, il
Prof. Giuseppe Appella, ci ha illustrato degli ambiti
su cui lavorare e da portare avanti ed io non ho avuto alcun dubbio a scegliere
la didattica: avevo già sperimentato, in campo musicale, una certa indole verso
la didattica; ma il mio interesse verso questo settore nasceva prevalentemente
dal desiderio di ideare e condurre attività finalizzate a sviluppare la
creatività nei bambini attraverso il contatto diretto con le opere d’arte, ciò
che a me era mancato e di cui avrei tanto voluto beneficiare. Dopo 4 anni di
esperienza, studio, approfondimento, scambi e confronti, posso riconoscere di
aver imparato tantissimo, di aver migliorato tante cose nel mio lavoro e di aver
ottenuto notevoli gratificazioni. Ma è un lavoro che, certamente, necessita di
migliorare sempre più; motivo per cui continuo a studiare, approfondire,
frequentare musei, in Italia e all’estero (sono stata a Parigi, New York, Los
Angeles, San Francisco), sperimentando, quotidianamente, quello che nessun libro
può insegnare se non l’esperienza concreta di un lavoro svolto sul
campo.
Ci parli del MUSMA? Come è nato? Dai finanziamenti di chi? Quali
opere raccoglie?Il MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea.
Matera) è stato inaugurato il 14 ottobre del 2006 ed è
collocato nel prestigioso Palazzo Pomarici (XVI se.), concesso in uso gratuito
dal Comune di Matera alla Fondazione Zétema
(Centro per la Valorizzazione e Gestione delle Risorse Storico-Ambientali),
l’ente promotore dell’istituzione museale. L’antico edificio, che offre
splendide aree espositive articolate nella vasta serie di vani ipogei scavati
nel tufo e nell’intero piano costruito, è stato restaurato grazie al
finanziamento delle Fondazioni Cariplo di Milano, Carisbo di Bologna e della
Cassa di Risparmio di Vigevano e Piacenza (progetto “Sviluppo Sud) nell’ambito
dell’istituendo “Distretto Culturale dell’Habitat Rupestre della
Basilicata. Il progetto museale nasce dal convincimento che
i Sassi di Matera, in parte scolpiti nella roccia e in parte modellati
dalla sapienza costruttiva popolare, rappresentino un sito straordinariamente
adatto ad ospitare esposizioni di scultura. Una città “antica''
come Matera, inoltre, non può vivere solo di passato ma deve anche saper
trasformare il proprio retaggio storico in testimonianza di nuova cultura. Con
il Museo della Scultura Contemporanea si è voluto, dunque, creare
un’area stabile e disponibile per ospitare i nuovi linguaggi dell’arte
e per costituire una opportunità di educazione e di approfondimento
delle espressioni della creatività del nostro tempo. L’idea di utilizzare le
suggestive ambientazioni rupestri come “sale espositive'' per mostre di scultura
ha radici lontane: Il MUSMA è, infatti, la stabilizzazione dalla pluriennale
esperienza delle ‘Grandi Mostre nei Sassi di Matera’, organizzate sin dal 1978
dal Circolo ‘ La
Scaletta’. Non si è disperso così il patrimonio di competenze,
conoscenze, rapporti interpersonali costruito in questo lungo arco temporale.
Per questo il MUSMA è anche il “museo dell’amicizia'', poichè le
opere esposte sono state generosamente donate alla Fondazione Zétema di
Matera. Accanto ad un primo nucleo originario di sculture
posseduto da La Scaletta si sono, infatti, aggiunte le numerose donazioni
concesse direttamente al MUSMA dagli artisti o dai loro congiunti, da
collezionisti, da critici e da gallerie nazionali ed internazionali. La
collezione comprende sculture (in bronzo, marmo, pietra, ferro, acciaio,
terracotta, gesso, ceramica, cartapesta, tufo, legno) dalla fine dell’800 ad
oggi, disegni, incisioni, multipli, gioielli, medaglie, libri d’arte con
incisioni originali. Il MUSMA è un museo privato:
per tale motivo, non vi sono contributi pubblici né per la gestione, né per
finanziare le spese di manutenzione. Nel 2010 un contributo regionale ha
permesso il recupero una piccola parte di Palazzo Pomarici per adibirla a sede
espositiva.
E di Matera, ce ne parli? dai Sassi al distretto
culturale? Matera è un piccolo e tranquillo centro. I Rioni Sassi e
il centro storico, in particolare, sono splendidi ed offrono una vista
meravigliosa. La vita è tranquilla, non vi sono notevoli fenomeni di
criminalità. Un grosso problema, soprattutto legato al turismo, emerge dalla
mancanza di una rete ferroviaria che colleghi Matera al resto del
Paese. I Sassi hanno ripreso vita dagli anni Novanta, circa. Ora è
possibile trovarvi ristoranti, negozi, alberghi, centri culturali, bar e luoghi
di ritrovo. Il progetto del Distretto Culturale dell’Habitat Rupestre di
Basilicata, Promosso dalla Fondazione Zètema nel 2003, si basa sul convincimento
che la valorizzazione del territorio debba partire dalla conoscenza del
patrimonio culturale locale, per consentirne la conservazione e la tutela e
garantirne la fruizione pubblica, trasformandolo in risorsa per lo
sviluppo. L’attuale area di riferimento del Distretto va dalla zona del
Vulture fino al Metapontino, correndo lungo l’asse bradanico: un’area
caratterizzata da una straordinaria concentrazione di elementi legati
all’evoluzione della civiltà dell’uomo. Questi elementi, nel loro insieme,
descrivono un percorso che si snoda attraverso secoli e millenni, raccontando le
grandi tappe culturali della vicenda umana: partendo dal periodo mesolitico
della località Tuppo dei Sassi in afro di Filiano (Potenza) con le figure rosse
di cervi e simboli arborei, percorrendo il basso e l’alto medioevo con la
Cripta del Peccato Originale (IX sec.), il Complesso monastico di Madonna delle
Virtu' e San Nicola dei Greci nei Sassi di Matera (periodo normanno; sec.
XI-XII), alle Chiese dell'area del Vulture, Santa Margherita (Melfi), Santa
Lucia (Melfi - Rapolla),Sant'Antuono (Oppido Lucano del periodo svevo-angioino
(XIII-XIV sec. d.C.), sino al MUSMA presso le sale costruite e gli ambienti
ipogei di Palazzo Pomarici (dal XVII sec. fino al periodo
contemporaneo).
Ci parli del'associazione (cooperativa) a cui
appartieni? Dalla sua costituzione, nel 2006, faccio parte della
Coop. Artezeta insieme ad altri 6 miei coetanei. Come ho accennato prima, la
decisione di fondare la cooperativa è maturata nei soci grazie all'iniziativa di
formazione professionale promossa dal Circolo Culturale “La Scaletta'' di Matera
e svoltosi dal maggio 2005 al marzo 2006 dal titolo L'organizzazione e la
gestione di mostre d'arte. Prima di costituirsi in società cooperativa, la
nostra equipe ha avuto l'opportunità di collaborare alla ideazione,
all'allestimento e alla gestione di eventi culturali tenutisi a Matera sino alla
prima occasione di presentare e di applicare il nostro modello di business con
l'assegnazione della gestione della Cripta del Peccato Originale'' e del
MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea - Matera) da parte della Fondazione
Zètema con la quale, dal 2009, la Cooperativa contribuisce alla realizzazione de
“Il Distretto culturale dell’Habitat Rupestre, co-finanziato dalla
Fondazione per il Sud, nell’ambito del bando 2008 inerente la presentazione di
progetti esemplari per la “Tutela e valorizzazione del patrimonio storico,
artistico e culturale.
Ti senti più impiegata o
imprenditrice? Certamente più imprenditrice.
Cosa vorresti per la tua città che manca? Vorrei
l’attenzione degli Enti Pubblici alle iniziative culturali che intendiamo
proporre, soprattutto in termini finanziari. Devo riconoscere l’importantissimo
lavoro di sostegno alle nostre iniziative didattiche da parte dell’Ufficio
Scolastico Provinciale, che ha permesso agli alunni delle Scuole di Matera e
Provincia di partecipare a interessanti progetti proposti per il MUSMA e per la
Cripta del Peccato Originale. Ma questo aiuto non basta. È necessario che il
Pubblico crei e sostenga migliori condizioni che permettano agli operatori
turistici, ai presidi culturali e a tutti gli addetti ai lavori di operare al
meglio. Matera è una città che sta crescendo turisticamente ma a volte si
presenta molto impreparata e le sue enormi potenzialità restano sottaciute per
una carente attenzione verso quella che, secondo me, è la vera fonte di
sostentamento per la città: possiamo offrire al visitatore la possibilità di
conoscere la storia dell’uomo perché i nostri presidi culturali testimoniano
proprio questa presenza ininterrotta dell’essere umano sul nostro territorio. Ma
è necessario lavorare tanto e bene.
Ed oltre al MUSMA cosa inviteresti a visitare? Oltre a
visitare il MUSMA, non posso non consigliare la più antica e particolare chiesa
rupestre del materano: la “Cripta del Peccato Originale; inoltre, nei Rioni
Sassi, ci sono numerose chiese rupestri (Madonna delle Virtù, San Nicola dei
Greci, Madonna De Idris); consiglio, anche, una visita ad una tipica “Casa
Grotta'', all’interessantissimo museo archeologico “D. Ridola'' e al Museo
d’arte Moderna di Palazzo Lanfranchi, soprattutto per le opere di Carlo Levi e
del nostro pittore Luigi Guerricchio. Senza dimenticare i bellissimi
affacci sui Sassi di Matera, da scoprire passeggiando nel centro storico e
dedicare qualche minuto per osservare il lavoro che, i lungo i secoli, la
sapienza popolare materana ha scolpito nella storia.
A Matera si mangia molto bene. Un piatto gustoso da
consigliare? Dice un proverbio: “Non c’è cibo da re più gustoso del
pane…se è il pane di Matera, poi, ancora meglio… |