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Imprenditrice a quarant'anni di Luciano Anelli
Anche la copia deve essere artistica. L’idea di una quarantenne...napoletana
 
A margine di un convegno sulle donne imprenditrici tenutosi a Milano mi sono imbattuto nella vivacità    di un gruppo di quattro donne imprenditrici napoletane, autonominatesi le 4 moschettiere, facenti capo alla sezione dell’API Donne di Napoli: Luna De Luca (la Presidente), Bianca Maria D’Angelo, Antonella Giglio e Nietta Prisco.
 
In particolare la carica solare e la notoria esuberanza ed allegria napoletana di quest’ultima, in particolare, mi ha spinto a conoscere meglio la sua attività da cui sicuramente trae tutta questa energia esplosiva.
Nietta Prisco, imprenditrice a quarant’anni, ha trovato la sua realizzazione lavorativa, dando un'impronta più incisiva alla riproduzione d'arte che, ai non addetti ai lavori, può sembrare un'arte minore.
Molti non sanno che la riproduzione è antica come il mondo, nessuno inventa nulla di nuovo ma nel corso dei secoli ci sono le varie riproduzioni e rivisitazioni dei progetti d'arte.
La sua azienda è specializzata in più settori, dal libro d'arte, sculture, ceramiche, e quant'altro possa essere riprodotto, con certificazione dell'ente preposto, con qualità e materiali specifici che diano un risultato ottimale ed eccellente del prodotto finale.

Tutto è meglio illustrato nel sito aziendale www.itesoridinapoli.it .
 
Ma sentiamo come nasce la voglia di fare impresa dopo i quaranta anni?
 Il desiderio di divenire imprenditrice era già presente prima della nascita dei miei figli, ma sentivo     il dovere di aspettare, di dovermi prima occupare di loro. E poi gestire una casa e una famiglia non è per nulla semplice come tanti uomini potrebbero pensare. Anzi posso affermare che per me è stata una vera e propria palestra per il mondo del lavoro.

Come si è concretizzato il progetto di tale attività ?
La mia società, i “ Tesori di Napoli- Progresso e Sviluppo nasce nel 1995 specializzandosi in direct marketing per commercializzare multipli d'arte o pezzi unici scegliendo dalla produzione mondiale e in particolare locale i prodotti e le opere che per caratteristiche tecniche e pregio dei materiali soddisfano il bisogno del bello che è in noi. Il Marchio registrato “I tesori di Napoli traccia un percorso aziendale nella riproposizione della tradizione dell’artigianato artistico napoletano, riproponendo opere, prodotti materiali, tecniche che possono interessare un mercato non solo locale. Tale progetto parte dalla considerazione che il nostro Paese possiede numerosissimi straordinari tesori d'arte unici al mondo,  spesso non conosciuti e adeguatamente valorizzati  In particolare Napoli e la Campania,  possono tramandare al mondo oggetti di inestimabile bellezza . Per questo motivo ho deciso di fare della diffusione del patrimonio artistico campano la mia missione, utilizzando gli strumenti normativi a disposizione (Legge Ronchey) e stringendo importanti collaborazioni con alcune Istituzioni preposte alla tutela ed alla salvaguardia del patrimonio culturale regionale quali Biblioteca Nazionale di Napoli.

L’idea di coniugare arte, cultura e profitti è davvero realizzabile?
Credo che l’attività svolta dal mio gruppo abbia colmato una lacuna. Troppo spesso molte opere ed artisti, mi riferisco in particolare a quelli campani  perché io sono napoletana, ma il discorso è identico per altre regioni d’Italia, vengono dimenticati perché non abbastanza valorizzati e proposti al pubblico. Ciò che mi prefiggo con la mia società non è la semplice commercializzazione di multipli d’arte, banali copie di artisti famosi, ma la valorizzazione e la “divulgazione di tutto ciò che è arte e cultura e promozione del made in Italy. Anche la copia deve essere “artistica.

E in che modo?
Innanzitutto attraverso la ricerca.  Ricerca che è frutto di grande passione per l'Arte Pittorica intesa come ritorno alle origini, come riscoperta ed interpretazione dei grandi pittori del passato. La riproduzione non avviene sulla carta bensì direttamente sui supporti preparati secondo le antiche ricette di lavorazione.
Per le riproduzioni su Affresco, ad esempio, viene utilizzato lo stesso tipo di calce dove Giotto o Salvator Rosa eseguivano i loro dipinti. La realizzazione avviene a fresco al fine di permettere al colore di fare corpo unico con il pigmento della calce man mano che essa si asciuga. In questa maniera, l'opera raggiunge livelli impensabili di realismo, ed appare come se fosse realmente strappata dalla parete in cui era stata dipinta 500 o 2000 anni fa.
Per le riproduzioni su Tavola e Tela, la gessatura viene eseguita a mano con componenti all'acqua, riprendendo le ricette e i materiali del XV secolo. Il Certificato di Provenienza testimonia l'unicità della lavorazione e la qualità dei materiali utilizzati.

 
Possibile in tale prospettiva un recupero dei vecchi mestieri (artigianato) e del turismo culturale   e non?
E’ bene premettere che la Campania è la regione con il maggior numero di siti di interesse culturale e paesaggistico riconosciuti dall’Unesco, assorbe circa il 90% della domanda di turismo culturale diretta al Mezzogiorno ed è seconda, sul piano nazionale, solo al Lazio.
L’80% di tali visitatori si concentra in particolare nell’area della città di Napoli. E ciò avviene nonostante la costante pubblicità negativa causata alla città dalle solite, tristi vicende di cronaca.
Per questo motivo la valorizzazione del nostro patrimonio artistico, per risultare realmente efficace, deve utilizzare tutti i mezzi offerti da una società complessa e dinamica come quella attuale. Tra i vari strumenti di implementazione e promozione, il merchandising museale è una delle leve del marketing che va opportunamente progettata e sviluppata anche nell'ambito del patrimonio e delle attività culturali.
Proprio uno dei principali temi di dibattito nel nostro Paese oggi è quello legato alle opportunità, che possono derivare dalla gestione, da parte di privati, del nostro grande patrimonio museale.
A rendere ciò possibile ci ha pensato nel 1993 l’allora ministro dei beni culturali, A. Ronchey , attraverso la legge che porta il suo nome, che, tra le altre novità, ha dotato i musei, di una serie di “servizi aggiuntivi, quali libreria, servizi di riproduzione, di didattica, ristorazione, guardiania, ecc. che possono esser dati in concessione ai privati.
Pertanto, numerose sono le prospettive di lavoro che si sono aperte dal ’93 in poi. Non soltanto per i musei ed i privati che collaborano ed offrono servizi in vece di questi, ma anche per numerosi giovani che possono così trovare un’ occupazione attraverso lo riproposizione, di antichi mestieri oramai caduti in disuso nell’ambito dell’artigianato. E’ amplia la prospettiva di lavoro per chi, infatti, si cimenta nella riproduzione di oggetti d’arte. E’ bene sottolineare che diversa è e deve essere ormai la concezione della riproduzione del bene artistico. Non più come mero falso o classico souvenir per turisti, ma copia fedele e ricordo d’autore di un oggetto altrimenti inaccessibile. La riproduzione deve essere anch’essa di qualità. Necessario a tal scopo sarà l’ utilizzo di tecniche particolari ( come la Pictografia che si serve di materiali del tutto identici a quelli adottati per l’originale), che permettano la riproduzione dell’opera d’arte con la stessa qualità visiva e di durata nel tempo.
Da ciò la necessità che tali riproduzioni siano preferibilmente a tiratura limitata ed appositamente certificate dal museo e/o ente che detiene l’opera.

 
Soddisfatta di aver intrapreso questo lavoro ?
Aggiungo alla passione per le opere d’arte, la fantasia napoletana, l’intuizione tipica femminile per raggiungere la felicità e la giusta realizzazione di un sogno col giusto equilibri tra lavoro e famiglia.

 
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