Come è nata l'idea del premio donne e innovazione?
Come sempre da un’occasione colta al volo: ci stavamo occupando
della componente femminile nelle carriere e nell’impresa ed è arrivato il
premio
Start CUP in Piemonte, cinque anni or sono. In quel periodo eravamo
coinvolte in alcuni progetti finanziati dalla Misura E del FSE in materia di
imprenditoria femminile e di organizzazione aziendale.
Inevitabilmente,
in questi ambiti,
l’aspetto “innovazione'' emergeva come
caratteristica rilevante della presenza femminile nei livelli
organizzativi. Le donne sembravano apportare aspetti innovativi
non solo nella creazione del “prodotto'', ma anche nel processo che le vede
porsi in modo differente nella gestione di un progetto, di un’azienda. Ci è
parso subito un terreno su cui indagare e su cui essere
attive.
Chi ne è stata l'ideatrice?
Avevamo un
progetto specifico
“Donna Innovazione'' nato per valorizzare gli
importanti passi avanti delle donne nella nostra provincia, e
insieme a Barbara Chiavarino una valida collaboratrice con ruoli di
responsabilità in un’associazione di categoria, abbiamo pensato al premio. La
nostra proposta è stata subito accolta dalla nascente competizione START CUP
Piemonte e dal 2005, il premio “Donna Innovazione'' è diventato una realtà.
Cinque finora i team premiati che, oltre al riconoscimento in
denaro, hanno potuto entrare a fare parte dell’incubatore l’impresa del
Politecnico di Torino. Un’opportunità davvero importante che
affiancata all’alta competenza delle componenti ha garantito il consolidarsi
della loro iniziativa.
Il mondo imprenditoriale femminile in
Piemonte è molto vasto? Più imprese femminili che maschili? Ci
troviamo, soprattutto nella nostra provincia, a confrontarci con
un’imprenditoria femminile molto diffusa e che ha saputo esprimere imprenditrici
importanti, negli ultimi anni alcune anche a capo delle principali associazioni
di categoria, dall’API, all’Ascom, alla Confartigianato. Recentemente sono di
tutto rilievo: Mariella Enoc presidente della Confindustria Piemonte, Licia
Mattioli Vicepresidente dell’Unione industriale di Torino. Anche nei sindacati
la presenza femminile è rilevante con Donata CANTA Segretaria Generale della
CGIL e Giovanna Ventura della Cisl Piemonte.
Le imprese
femminili presentano spesso però elementi di fragilità. Le piccole
dimensioni con cui si costituiscono e la difficoltà di crescita sono dovute agli
ostacoli maggiori che le donne incontrano: dall’accesso al credito alla
conciliazione dei tempi di vita e di lavoro troppo pesantemente a loro carico.
Su questi aspetti cerchiamo di essere operative grazie alla rete di sostegno
dell’imprenditoria che vede in prima linea il Comitato per l’imprenditoria
femminile presso la Camera di Commercio con cui collaboriamo.
E'
privilegiata la creatività o la solidità a buon fine del progetto? Voglio dire,
s'investe maggiormente su progetti facilmente realizzabili o si preferisce
premiare la creatività?
Il premio start cup prevede alcune tappe
per le aziende che vi partecipano: una prima valutazione riguarda l’idea
imprenditoriale. Qui viene valutato il potenziale della proposta in termini di
sviluppo d’impresa. Certamente la creatività insieme all’innovatività sono
aspetti importanti ma vengono considerate anche l’aderenza con il mercato e le
capacità dei proponenti. Le idee che superano questo primo sbarramento si
mettono “alla prova'' con il business plan, debbono cioè pianificare tutti gli
aspetti di gestione che un’impresa si troverà a vivere nella quotidianità.
E’
facile capire come i team che ricevono il premio abbiamo le “carte in regola'' e
i supporti per poter affrontare il mercato. C’è un investimento su di loro che
avrà ricadute sulla produttività del territorio ed è un buon sistema per
prevenire la “fuga dei cervelli'' che sta purtroppo impoverendo il nostro paese.
Cosa si propone il premio? Di mettere in luce le imprese
feminili nascenti o di aiutare le start up con contatti che le aiutino nella
realizzazione? Il nostro premio “Donna Innovazione'' vuole
mantenere alta l’attenzione sulla componente femminile. Nasce nell’ottica delle
azioni positive, la stessa adottata anche dal Politecnico di Torino che da anni
con il progetto “donna professione ingegnere'' premia con borse di studio le
ragazze che si iscrivono alla facoltà. E, i dati lo confermano, sono tutte
bravissime e rapidissime nel concludere il loro percorso di studio.
Nonostante le comprovate capacità, le donne si trovano ad affrontare
nell'accesso al lavoro una barriera invisibile che vede la
femminilità come un limite, soprattutto in ambienti fortemente
maschili. Il pregiudizio è pesante e determina le loro scelte, limita il loro
potenziale, ed è questo che vogliamo combattere. Per quanto dannose alla
produttività stessa le discriminazioni sono radicate nella nostra cultura e
difficili da modificare.
Quali sono stati finora i
risultati? Dobbiamo prendere in considerazione più aspetti:
sicuramente il Premio “Donna innovazione''è una realtà consolidata a livello
locale e con un potenziale per emergere come buona prassi a livello nazionale.
Un risultato da evidenziare è certamente legato al
costante
aumento delle imprese femminili che partecipano alla competizione.
Quest’anno, inoltre, le donne sono presenti in modo importante tra i team
premiati: il secondo premio è stato assegnato ad un team completamente
femminile, il terzo a un team che ha come motore una giovane dottoressa di
origine straniera anche se da molti anni in Italia e sono a prevalenza femminile
anche alcuni team che hanno ricevuto premi speciali.
In questi giorni
abbiamo invitato tutti i team femminili premiati dal 2005 a un seminario presso
la provincia di Torino per valutare la possibile creazione di una rete che offra
a queste imprenditrici un punto di incontro e di confronto con altre donne
impegnate in percorsi difficili. Abbiamo avuto anche la preziosa partecipazione
di
Luisa
Pogliana che ha dialogato con loro a partire dai temi forti del suo
libro “Donne senza guscio''. Il momento è particolarmente difficile, è quanto
emerso dai loro racconti, servono capacità di adattamento ma anche fermezza per
trarre profitti da un mercato in rapida evoluzione. Per questo vorremmo riuscire
a creare con loro uno spazio che le faciliti nei contatti, nel reperimento delle
informazioni, nello scambio e nella crescita.