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Vere mamme di Caterina Della Torre
Coaching applicato alle mamme. Ecco la grande idea di Flavia Rubino
Flavia Rubino, quasi-quarantenne ''emigrata'' per lavoro in varie città. Dopo aver vissuto per cinque anni  all'estero si è fermata a Roma. Laureata in giurisprudenza, ha preferito però prendere altre strade, diverse da quelle dei tribunali. Dopo aver lavorato infatti per 15 anni
nel marketing delle grandi multinazionali del largo consumo (Procter & Gamble, Reckitt Benckiser, Johnson & Johnson), è  stata Direttore Marketing in Grecia e poi Global Category Director a Londra.

Di cosa ti occupi attualmente?
Da poco ho deciso di cambiare pelle e sono approdata al mondo affascinante delle ricerche di mercato avviando la sede romana di Added Value, la cui filosofia di ricerca ruota intorno all’Emotional Brand Connection, cioè l’impatto emotivo nell’immagine di marca e nel rapporto tra brands e users. Sono molto affezionata al “marketing del secolo scorso'', come mi piace definirlo, che è stata la mia grande scuola, ha il fascino dei miei ricordi più cari e a cui devo tutta la mia carriera, ma il mio futuro è proiettato nel web 2.0

Come è nata la tua passione per il web?
E' nata all'improvviso sviluppando l'idea VereMamme. Un vero e proprio colpo di fulmine. Ero negli Stati Uniti in un workshop creativo in cui si parlava di cosa vogliono le mamme oggi, in tutto il mondo. Ho capito una cosa importante, e l'idea è stata immediata e potente: ''Vogliamo empowerment''. Siamo stanche di sentirci dire cosa fare.  Ho pensato che la mia esperienza e il mio pensiero poteva essere utile a tante, e così ho pensato di applicare i principi del coaching per managers alle mamme, che vivono stress e ansie, e hanno obiettivi e opportunità di crescita, del tutto simili a un manager.

Esistono molti siti rivolti alle mamme, infatti pare che questo sia uno dei target più presenti sul web. Secondo te qual'è la ragione?
Si dice sia soprattutto il declino della famiglia allargata in cui le donne insegnavano la maternità alle altre donne e le supportavano nei momenti difficili. C'è' sicuramente questo, ma c'è anche di più. Oltre alla mamma che va sul web per placare dubbi e incertezze ascoltando chi ci è già passato oppure cercando i consigli degli esperti, c'è anche quella che vuole sfruttare la pluralità di voci e fonti di informazione per decidere finalmente con la propria testa. Queste sono idealmente le mie lettrici.

Le mamme hanno bisogno di confronto, solidarietà, consigli?
Sì, molto. Ma io cerco di dare soprattutto confronto e solidarietà, non consigli. Cerco di dare voce a persone molto diverse perchè le loro diversità arricchiscano chi legge, diano il senso dei tanti possibili punti di vista. Piattini Cinesi , una scrittrice di talento e una mamma dalla personalità e dal percorso diverso dal mio, ci emoziona con i suoi racconti oppure ci delizia con la sua ironia, con le interviste ai suoi improbabili esperti.   Su VereMamme non si danno consigli su come si crescono bene i bambini, se non riportando ogni tanto alcuni articoli scelti per il loro equilibrio e il loro buon senso. Si parla invece molto di maternità come esperienza del tutto personale, in cui ognuna di noi deve trovare il suo modello. Serve autostima e fiducia nelle proprie capacità , non servono consigli, forum e discussioni infinite se sia meglio il nido o i nonni e cose simili. Ammetto che non sopporto certe polemiche tra fazioni ultrà di mamme sostenitrici di un metodo o modello contro un altro, per esempio sul parto, sull'allattamento, sul sonno, sulla mamma casalinga e la mamma in carriera. Cerco proprio di scardinare questa mentalità alla base. Via i fanatismi, gli estremismi, basta essere noi stesse, e per questo non abbiamo bisogno di criticare o negare le altre, che è solo un segno di insicurezza.
Insomma non credo nelle soluzioni preconfezionate. Creano senso di pressione e ansia da prestazione.

Dal sito mi pare di vedere che l'attività di vere mamme non si fermerà al web. Ce ne parli?
Il progetto che ho appena lanciato con l'aiuto di Giuliana (mammaincorriera )  e che mi appassiona molto, è un progetto di empowerment delle consumatrici verso i brand che si rivolgono a loro. Se si dice da più parti che il consumatore è cambiato, è molto più attivo e informato grazie al web, beh, allora prendiamo l'iniziativa e dimostriamolo alle aziende, facendoci sentire. Siamo solo ai ai primi passi ma spero di lanciare presto delle iniziative concrete, vi terrò aggiornate (intanto maggiori informazioni sono su  VereMamme, nella sezione marketing della conversazione'')
Un'altra idea sarebbe quella di portare il coaching alle mamme anche con incontri e workshops nelle città. Vedremo...

I tuoi figli hanno familiarità con il computer?
Il grande di 5 anni, sì, soprattutto con i videogames che trova sul sito della Disney! Quello di 2 è ancora piccolo.

Sei più brava tu o tuo marito con internet?
Mi ha iniziato lui ad Internet una decina di anni fa. Ma diciamo che ultimamente ho un po' chiuso il gap...

Pensi che Internet sia pericoloso o distragga/distrarrà i tuoi figli da attività di studio/lettura?
Ormai il grande mi vede continuamente davanti al laptop, per lui è il mio strumento di lavoro. Non sarebbe coerente presentarglielo come pericoloso. Cercherò di fargli capire le enormi potenzialità di conoscenza che internet rappresenta per lui, ma gli parlerò anche dei rischi.

Come credi che sia cambiato l'apprendimento ai tempi del web?
Il web rende accessibile una ricchezza di fonti prima inimmaginabile, se penso alle ricerche che facevo con l'enciclopedia dei ragazzi'' delle mie sorelle. Certo può essere dispersivo, superficiale, può ridursi a un copia-incolla''. Ma come tutti gli strumenti, può essere usato bene oppure male.

Meglio il web o la tv?
In questo momento direi il web per informarmi, e un bel film per rilassarmi. TV generalista davvero poco o niente.

Qual'è l'ultimo libro che hai letto? E ai tuoi figli?
Ne leggo più di uno contemporaneamente, e in questo momento mi interessano soprattutto temi che mi arricchiscono per il mio lavoro o per il mio sito. Quindi Societing'' di Giampaolo Fabris, impegnativo ma molto puntuale sui grandi cambiamenti in atto. E poi The ten faces of innovation'' di T. Kelley, sulle strategie che incoraggiano la creatività e l'innovazione. E consiglio anche Le vostre zone erronee'' di W. Dyier, uno psicologo che mi provoca su aree come l'autostima e l'indipendenza di giudizio.
Ma leggo spesso loro le storie di Calimero...ho una collezione di libri originali degli anni '70, che mi è stata regalata dai colleghi dello stabilimento della Miralanza e a cui sono molto affezionata.
io non ci sto: per una tv libera dagli stereotipi
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