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CULTURA E LIBRI
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Consorzio Suonatori Indipendenti di Guglielmo Darbo
Un questione tutt'altro che privata

Se, come ci piace, vogliamo considerare la musica contemporanea nella sua accezione più nobile e quindi  come effettiva espressione artistica e culturale, che possa dare un significativo ausilio alla comprensione e alla presa di coscienza dei problemi dell’uomo e del mondo, allora bando al provincialismo, parliamoci chiaro: a metà degli anni 90 il più significativo gruppo rock al mondo era italiano, era di stanza a Reggio Emilia e aveva un nome affatto seducente: Consorzio Suonatori Indipendenti.

Cupe Vampe'' (Linea Gotica, Polygram 1996) dice del conflitto iugoslavo più di ogni articolo, libro o servizio televisivo e non che abbiamo letto, visto o sentito.

Quanto a lungo abbiamo assistito passivamente alle atrocità perpetrate in quei luoghi - nell’immaginario ai confini dell’Asia, in realtà storica culla dell’Europa, a un respiro da noi - in nome della religione e della supremazia della razza, ebbene il Consorzio Suonatori Indipendenti ce le sbatte in faccia, senza chiamarsi fuori, ma rammentandoci la nostra pigra e colpevole indifferenza e, quel che più conta, senza assolvere nessuno : “ci fottono i preti, i pope e i mullah, l’ONU, la NATO, la civiltà...questa è la favola della viltà.

Prima hanno ucciso la cultura, la memoria, i presupposti della esistenza stessa, poi, senza soluzione di continuità, l’uomo e la sua stessa possibilità di perpetuarsi: ce lo raccontano in pochi minuti il declamare da muezzin di Ferretti, il lacerante violino di Giorgio Canali, la chitarra disarmonica di Massimo Zamboni, che si confondono in un allucinato e magmatico finale che si strozza lasciandoci – come è giusto - turbati e colpevolmente inerti.
Poi c’è un grande concerto in memoria di Beppe Fenoglio il 5 ottobre 1996, lo zenith probabilmente della parabola dei C.S.I..; il momento più magico è, paradossalmente per un trust di suonatori, la lettura di un bellissimo racconto di Beppe Fenoglio: “Il gorgo'' (c’è su Youtube). Però sbaglia chi crede che i suonatori si siano defilati... dietro la voce carica di tensione e di devozione di Lindo Ferretti si avverte, oltre alla chitarra di Zamboni, la empatica presenza – quasi il respiro - di Canali, Maroccolo, Magnelli, Ginevra Di Marco e di tutto il pubblico di Alba, che in un silenzio sacrale si beve questa storia d’altri tempi, che dice di povertà e di disperazione, di ritrovata anche se rassegnata dignità e infine di amore paterno espresso pudicamente, con quel gesto lieve, quasi trattenuto, chissà, forse per non farsene accorgere...
Certo è che sembra di sentirla quella formichina dietro la nuca e la bocca si fa di sale...

Guida all’ascolto e alla lettura: C.S.I. Consorzio Suonatori Indipendenti 6 CD Limited Edition, con quasi tutta la loro discografia (a prezzo irrisorio); Beppe Fenoglio, “Tutti i racconti'', Einaudi.
P.S. Non ci si crederà, ma i C.S.I., loro malgrado, sono stati addirittura ed incredibilmente per una settimana primi nella classifica delle vendite in Italia con l’album “Tabula Rasa Elettrificata.
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