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Arti femminili IX di Alehina Musumeci
POLITTICO di BARBARA DURAN
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
di Alehina Musumeci
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POLITTICO  di  BARBARA  DURAN    
Tecnica mista su carta, cm 0,53 x 217, 2007
Un’opera armoniosa, libera come una giovane puledra che corre in spazzi sconfinati, dalla Sicilia alla Russia in lamelle di ricordi, di zolle, di cieli, di voci, di profumi, di cibi…tanto  diversi ed al contempo, tanto simili, familiari.
Il sangue della nonna russa e del nonno siciliano scorre nel corpo della Duran, scorre come un’onda tra le due sponde del mondo, tra quella sconfinata, fredda, Santa Madre Russia, contenitore di razze, lingue, arte, sogni, rivoluzioni, avanguardie, inconquistabile ed inconquistata e l’assolata isola al centro del Mediterraneo, terra di miti ancestrali, anch’essa crogiuolo e crocevia di razze e culture, terra di donne sensuali e Gattopardi,  conquistabile, conquistata ma seduttiva conquistatrice sempre. Due terre strettamente connesse all’archetipo femminile, si va dalla Grande Madre alla Zarina Caterina la Grande, non dimenticando, le ieratiche Madonne delle Ikone, le Matrioske, gli indimenticabili personaggi femminili delle letterature e del cinema d’entrambi i paesi etc.
 Il dissolvimento della forma in colore è assoluto. Colore come macchie di ricordi, da annotare come sketch di sensazioni che potrebbero svanire da un momento all’altro e  necessitano di essere fermate velocemente ed appassionatamente sulla carta. Fogli di un notes da portare con se, per sempre.
L’uso ripetitivo del rosso carico e del bianco inframmezzato da squarci d’azzurro denota una partecipazione quasi fisica agli eventi narrati. Gli azzurri ci narrano d’aneliti per ineffabili libertà. I rossi ci raccontano di uno sprofondare nella terra, nella memoria, nella storia, nelle guerre, nelle conquiste, nelle sommosse, nelle rivoluzioni, ma anche nelle fiamme dell’amore, e nei corpi  femminili mestruati, o partorienti, forse stuprati o uccisi. Ma, il bianco subito ci parla di purezza, di neve, di nuvole peregrine, di conventi, di fanciulle al ballo, di marzapane, di gelsomini, di spuma del mare…
Non simulacri di Dee, ma splendenti forme-pensiero componenti di un lunghissimo ideale Ponte Colorato tra le due terre. Un arcobaleno tra le due patrie, le due anime, per  rendere visibile il senso del Progetto “Sicilia Ponte per l’Europa e chiudere il cerchio, come se nel sangue della Duran, lo spirito delle russe Amazzoni si fosse unito a quello delle italiche Farfalle, dando vita ad una sapiente Gorgone…
 
 
 
 
 
io non ci sto: per una tv libera dagli stereotipi
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