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Storie di una donna tunisina di Grazia Billio
Se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto.
Questo è veramente accaduto a me. Credo che pubblicarlo sia utile per capire veramente come stanno le “donne del Mediterraneo''.
Sto lavorando ai dei progetti di formazione nel settore  tessile/abbigliamento per conto Della Comunità Europea e col ministero dell’Industria Tunisino. Quindi ho frequenti spostamenti in Tunisia e contatti con molte donne che lavorano, a tutti i livelli.
Malpensa ore 6,30 del mattino, il nostro volo su Roma è annullato e dobbiamo cambiare compagnia aerea. Non so  perché ma ci compattano in gruppi e io con una collega veniamo accorpate ad una donna tunisina, Fatma che dovrà presentarsi con noi al trasferimento sugli internazionali a Roma, anche lei diretta a Tunisi. Giocoforza ci troviamo in tre.

Abbiamo una specie di endorsement  che ci  costringe insieme. All’aereoporto saluta un marito più grande di lei e due splendidi ragazzi. Una ragazzina di 14 anni con una testa di capelli enorme e degli  occhi da cerbiatta e un bambino di circa 10 anni.

A Roma abbiamo due ore di attesa, quindi  giriamo al duty free shop….e comperiamo Una crema, lei un mascara, e poi ci sediamo a prendere un caffè.
…e si parla. Fatma è tunisina, sta a Brescia da 15 anni, è sposata con Habib e ha due ragazzi (la famigliola che abbiamo visto all’aereoporto.  Ha 32 anni. Sta andando  a Tunisi, dalla sua famiglia di origine per dieci giorni. Vacanza ?......no: udite ha il marito in cassa integrazione (lavora in una azienda del bresciano da 18 anni, quindi è in Italia da allora) e lei…..non può sopportarlo tutto il giorno….a casa. Capriccio ? Insopportazione ? No.
Fatma, sta scappando per respirare un po'. Il marito non vuole che lei lavori, lei da tre anni lavora in una pizzeria ristorante sotto la loro abitazione come cameriere la sera

E durante il giorno dal pomeggio, fa le pulizie e sta in cucina con la proprietaria che è la cuoca.  La propieraria, una bresciana, l’ha presa in simpatia e cerca in qualche maniera, oltre a darle del lavoro, di proteggerla…..dal marito.
Fatma, non ha scelto suo marito. Il padre, quando aveva 18 anni, l’ha fatta pettinare e truccare dalla mamma e dalle zie e ha fatto delle belle fotografie che ha mandato a degli uomini tunisini, conoscenze sue, per trovarle marito e “sistemarla''.
Habib, che era a Brescia da tre anni, solo, voleva una moglie dei paesi suoi, vista la fotografia è piaciuta. Presa. Fatma conosce suo marito il giorno del suo matrimonio a Tunisi. Poi parte per Brescia. Rimane subito incinta e nasce la bimba e poi dopo 4 anni nasce il maschetto.
Per dieci anni Fatma alleva i suoi bambini, non lavora, sta a casa e Habib è gentile con lei. Lui è più grande di 18 anni.
Fatma è intelligente e incomincia a  capire che “le donne italiane sono diverse, io voglio diventare come loro, come voi''.  Voglio avere i miei diritti di donna e di madre.Sto in Italia, i miei figli sono italiani, restiamo musulmani, ma vogliamo essere italiani. Cerca lavoro, come cameriera e incomincia a lavorare, il marito non fa salti di gioia….ma accusa il colpo. Del resto lui è in fabbrica tutto il giorno e quando torna a casa è tutto “regolare''. Ma ora lui è in cassa integrazione e Fatma, per mantenere il livello di vita ha accettato di fare il turno serale come cameriera. Ripeto sotto casa. Al marito non sta bene. L’aspetta alzato fino che lei rientra e la minaccia che deve smettere alle  19.00.
Fatma è preoccupata per sua figlia. Infatti il marito ha già detto che fra due anni, bisognerà trovare un marito per la bimba. Mentre sua figli è perfettamente integrata, brava a scuola. E lei, a costo di spezzarsi le reni, vuole mandarla all’università. Una donna istruita sa difendersi meglio dagli uomini. Sostiene. Qui a Brescia stanno benissimo e i figli hanno  tanti amici italiani. Sono sereni. Fatma minaccia il marito che se fa una cosa del genere lo denuncia. Alla polizia italiana (ammesso che possano fare qualcosa).

Sua figlia, via foto, potrebbe essere promessa a qualsiasi compaesano, in Tunisia o in Italia….
Basta sistemarla.
Noi siamo sbigottite. E un fiume in piena…. Il nostro caffè si raffredda….non abbiamo più

Voglia di niente… la cerbiattina che abbiamo visto all’aereopoto fra due anni potrebbe essere merce per qualsiasi uomo mussulmano che se la prenda.
 
Fatma ora è innamorata, di un ragazzo tunisino, è per questo che va a Tunisi a prendersi una boccata d’aria…..correndo dei rischi. Il padre e i fratelli  le dicono chiaramente che è una “puttana'' perché lascia il marito e i figli a casa e “da solaìì torna dalla famiglia.

Solo una sorella è sua complice. Sperando che taccia. E che non la menino per farla parlare se appena sospettano qualcosa-
Ci salutiamo all’aereoporto di Tunisi. Ci scambiamo i numeri, ci vuole invitare a casa sua per il cous-cous.  No Fatma, io non vengo scusami.  Non mi va di fare i birignao Ti invitiamo noi a cena in un bel ristorante europeo, tre donne sole…..come si usa in Italia.

Si presenta con la sorella. Da sola non è dignitoso andare in un ristorante. Sono due donne fantastiche, intelligenti, piene di forza  e di dignità….e ci hanno fatto sentire in colpa di essere quelle che siamo, autodeterminate e indipendenti. Abbiamo fatto anche da “copertura'' ai suoi incontri amorosi. E spero di rifarlo di nuovo.
Fatma è giovane, bella, intelligente, ha un marito che non ha scelto, deve lottare continuamente con la “tradizione'' anche a Brescia, vuole un suo spazio..vuole proteggere i suoi figli. vuole il  cambiamento...vuole fare all’amore con un uomo che le piace e desidera chiede troppo ?...eppure è una donna…come noi.
….mi ripeto, ma le nostre stelle sono più belle….
 
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