RSS feed
Adulti e i giovani
Consigli film
Costume e Società
Donne e politica
Donne nel mondo
Prime donne
Società in movimento
Solidarietà
Storie di vita
Cultura e Libri
Curarsi
Dols e Uols
Finanziamenti e bandi
Formazione
Interviste
Lavoro
Medicina
News
Pari Opportunità
Post@
Ricerche
Schermi
Varie
Viaggi
COSTUME E SOCIETÀ
Invia ad un amica/o
Stavolta basta! di Caterina Della Torre
Assessore della giunta Moratti accusato di molestie si dimette. A Milano.
Ho conosciuto per lavoro l'assessore in questione, Paolo Massari, già consigliere per tre mandati nelle file di Forza Italia prima e Pdl dopo . Un tempo era addirittura si occupava di pari oportunità, se non ricordo male, cosa che quando me lo avevano presentato mi aveva fatto trasalire. Mi ero detta, ''cosa può saperne un uomo di pari opportunità che riguardano  sopratutto l'ambito femminile?''. Poi è passato con la giunta Moratti all'Ambiente.


Ricordo la sua galanteria  nei miei riguardi, non ostentata, ma sempre presente, che potrebbe essere definita gentilezza o piaggera
 
Ma la stretta soglia tra gentilezza (che può sembrar solleticare la vanità feminile) e molestia sessuale quando le parole vanno oltre il lecito come pare sia successo nel caso suddetto, quando viene varcata dovrebbe essere rimarcata con reprimenda e non elogiata e nemmeno fatta passare sottosilenzio come accade molto spesso.

Mi raccontano amici americani che negli USA ( dove peraltro succede anche di peggio, ma di molto diverso) questo viene chiamato sexual harassement e anche la minima battuta sulle belle gambe di una donna, viene stigmatizzata e riprovata (esistono dei codici interni alle aziende che frenano le esuberanze verbali maschili nei riguardi delle donne).

In Italia invece no, l'assessore ( sposato con figli piccoli), quando è stato richiamato dal suo sindaco (peraltro donna) si è mostrato sorpreso della denuncia rivoltagli e ha ribattuto che ''quello era il suo modo di fare usuale.''

L'articolo che Cinzia Sasso ha pubblicato sulle pagine cittadine milanesi Repubblica, volte a mettere in luce il machismo ancora fortemente radicato nella cultura italiana, sono una chiave di lettura che andrebbe seguita e consolidata. Cominciando dalle più ''alte cariche'' dello stato per poi arrivare ai funzionari pubblici che appunta, in quanto pubblici, non devono solo essere oggetto di rispetto, ma anche prestarlo. Soprattutto alle donne che sono l'altra metà del suo elettorato. E senza attendere che si presentino casi eclatanti, come quello accaduto.
io non ci sto: per una tv libera dagli stereotipi
Pubblicità Condizioni di uso Credits
Il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità del materiale. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001