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Prendersi cura della carriera di Caterina Della Torre
La chiarezza nel rapporto con il management è un fattore di crescita.
Trasparenza con il management e prendersi cura della propria carriera in prima persona. Queste le ricette per una carriera senza nubi. Così afferma  Maria Pia De Caro, nata a Roma nel 1970, ingegnere meccanico, ora di stanza a Bruxelles, Belgio dal 1995,  dopo due anni - dal 2005 al 2007-  a Pechino. E'
direttore associato dell'ingegneria centrale per Procter & Gamble,  sposata con un bambino di sei anni
  
Che ruolo hai in Procter and Gamble?
Sono Responsabile per i detersivi liquidi e prodotti per la casa per i mercati dell'europa centrale e dell'est, medio oriente e africa. Precedentemente ho coperto vari ruoli nell'ingegneria, produzione e pianificazione strategica.
Quindi sei costretta a viaggiare molto?
In questo lavoro... la risposta e' un sonoro SI! Viaggio tra il 50% e il 70% tempo verso destinazioni amene come Arabia Saudita, Egitto, Repubblica Ceca (facile!), Ucraina,... eccetera
 Il gran viaggiare è stato reso possibile da mia mamma che mi aiuta a gestire i tempi del piccolo Dario, perche' anche mio marito viaggia molto, anche se meno di me.
 
E' stato duro farsi strada?
E' stato senz'altro duro, ma non specificamente come donna. La P&G e' un'azienda molto competitiva che assume personale molto qualificato e molto motivato. Per progredire nella carriera serve una forte determinazione per entrambi i sessi. Specificamente come donna, devo dire di avere avuto molta fortuna di avere una forte rete di connessioni e di supporto.Sono entrata da molto giovane nella compagnia. quando ancora non sapevo neanche articolare la parola 'diversity', ho avuto l'opportunita' di avere come mentore una manager americana che mi ha aiutato a capire le dinamiche del lavoro, la necessita' di aiutarsi tra donne, e di aumentare la consapevolezza del valore della diversity all'interno della compagnia.
In momenti critici della mia carriera, Mary Anne e' sempre stata disponibile a consigliarmi, a guidarmi e a rendermi consapevole del mio contributo ai risultati della compagnia.
Il consiglio migliore che mi ha dato e' stato di prendermi personalmente cura della mia carriera, di fare sempre presente le mie aspirazioni e dei miei bisogni ai miei capi. Quando ero incinta di Dario ad esempio, avevo fatto in modo da lavorare in stabilimento per non dover viaggiare molto. Durante la dolorosa malattia di mio padre, avevo chiarito a tutti che la mia priorita' era la famiglia e che non avrei lavorato al 100%. Successivamente, ero molto motivata a lavorare al massimo, e sono andata in Cina con mio marito e il piccolo, su un lavoro complesso e bellissimo, e non mi sono risparmiata. Insomma, la mia chiarezza nel dire cosa i miei capi si potevano e si dovevano aspettare da me e' stato un fattore importante di crescita.
 
Ci sono molte donne che lavorano con te?
Considerando che lavoro in un ambito tecnico, lavoro con molte donne. Il mio capo diretto e' una donna, e circa il 30% dei miei collaboratori sono donne, sia a livello centrale che di stabilimento. E considerando che lavoro molto con il medio oriente (e che in Arabia Saudita le donne non possono lavorare), la medi non e' un cattivo risultato  
Cos'è che marca la diferenza tra una donna lavoratrice e l'altra?
La mia attenzione in questo momento e' molto rivolta a come sviluppare e ritenere le donne su lavori tecnici specialmente quando hanno bambini piccoli,
sviluppando delle opzioni di lavoro flessibile e con un carico di viaggi ridotto (per me e' stato possibile grazie a mia madre, ma chiaramente non sarebbe sostenibile sul lungo termine).
 
Preferisci lavorare con gli uomini o con le donne? E se hai lavorato con delle donne come capo, cosa pensi del loro rapporto di gestione e di collaborazione?
Onestamente mi e' indifferente lavorare con uomini o con donne purche' siano aperti ad accettare stili diversi e abbiano alti standard personali. Amo molto lavorare con le donne perche' mi sono affini, abbiamo storie ed esigenze simili. Ad esempio possiamo parlare di bambini e di shopping piuttosto che di sport e di automobili. 
Come mi e' capitato di dire altre volte, la collaborazione tra donne deriva molto dalla consapevolezza che lavorando insieme si ottengono risultati migliori. Nella P&G abbiamo fatto della formazione specifica su questo argomento.
 
Al convegno della Bocconi sul Diversity management si diceva che le donne capiscono meglio le esigenze delle altre donne. Credi sia vero? Solo se hanno figli?
Sono completamente d'accordo con questa affermazione. E a prescindere dai figli.
io non ci sto: per una tv libera dagli stereotipi
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