Un'Authority che vigili contro le discriminazioni di
genere, l’impiego a favore della conciliazione lavoro/famiglia
dei risparmi derivanti dall’aumento dell’età pensionabile delle donne,
stimati in 242 mln di euro all’anno, e un osservatorio sulla presenza
femminile, qualitativa e quantitativa, nei programmi RAI.
Queste le misure più urgenti per affrontare il problema della sotto
occupazione e sotto rappresentazione delle donne nella vita politica, economica,
istituzionale. E’ quanto emerso oggi durante il convegno “Questione femminile,
questione Italia, organizzato dal comitato Pari o Dispare, svoltosi il 19
gennaio al Senato alla presenza dei più alti rappresentanti del mondo politico,
istituzionale, imprenditoriale e delle parti sociali.
“L’Italia è tra gli ultimi posti in Europa su quasi tutti gli indicatori
che misurano l’equiparazione delle donne'', ha evidenziato la vice presidente
del Senato e presidente onoraria del Comitato Pari o Dispare, Emma Bonino.
Questo contrasta con il fatto che le donne si laureano più e meglio degli
uomini, che negli ultimi 30 anni hanno raggiunto livelli di responsabilità in
tutti i settori del mercato, con gli studi secondo i quali l’impiego di donne in
posizione di alta responsabilità migliorano i risultati delle aziende, con
l’evidenza che i talenti le risorse al femminile potenziano le capacità
produttive del Paese''.
Le conseguenze economiche e sociali di questi squilibri sono gravi.
“L’insufficiente occupazione femminile (46,3%) limita la crescita economica del
Paese, espone le donne all’indigenza, la mancanza di politiche di conciliazione
ostacola la scelta di maternità, espelle le donne dal mercato del lavoro o ne
limita la carriera'', aggiunge Cristina Molinari, presidente
del Comitato Pari o Dispare. “In un contesto dove oltre il 50%
della popolazione italiana è politicamente sottorappresentata, si aggiunge una
raffigurazione mediatica delle donne stereotipata, riduttiva e lesiva che
impedisce l’evoluzione dei modelli culturali e condiziona le aspirazioni delle
giovani donne. Per questo chiediamo alle aziende di sottoscrivere il nostro
Manifesto
per l’uso responsabile dell’immagine femminile in pubblicità''. Durante
il convegno la casa di produzione Non Chiederci La Parola'' ha presentato
La réclame, web series che ironizza sulle pubblicità lesive.
Il comitato Pari o Dispare ha avanzato tre proposte:
1. L’istituzione di un’Authority contro le discriminazioni
di genere che vigili sul rispetto del principio di uguaglianza tra uomini e
donne, promuova e rafforzi l’effettiva parità tra i generi. 2.L’uso
dei risparmi derivanti dall’equiparazione dell’età pensionabile tra donne e
uomini nella PA (3.750 milioni in dieci anni, di cui 1.450 dalla sola
equiparazione, e a regime 242 milioni all’anno) vincolati al finanziamento delle
misure a favore della conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa.
3. L’inserimento nel Contratto di servizio RAI di un
osservatorio sulla presenza femminile nei programmi sia dal punto di vista
qualitativo che quantitativo.
Come ogni anno Pari o Dispare ha assegnato premi simbolici alle aziende e
istituzioni che hanno valorizzato le risorse femminili o che viceversa
continuano ad avere indicatori negativi.
Così è stato premiato il
Consorzio Nazionale della Cooperazione Sociale “CGM''come esempio avanzato di
organizzazione per partecipazione al lavoro delle donne e per leadership al
femminile. Sono stati simbolicamente sanzionati il Coni, perché
le donne sono sottorappresentate in tutti gli organi direttivi delle Federazioni
e nessuna atleta ha accesso alla legge 91 sul professionismo sportivo e gli
organismi e le istituzioni (con le sole eccezioni del Presidente della
Repubblica, Cgil e Confindustria) che per la nuova consiliatura del CNEL
non hanno nominato nessuna donna.
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