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Occupazione femminile in calo a Milano di La redazione di dols
Dopo anni l´occupazione femminile nella provincia di Milano è in calo. Meno occupate, dunque, le donne. Ma più micro-imprenditrici.
Per la prima volta dopo anni l´occupazione femminile nella provincia di Milano è in calo. Dal 2004 le donne avevano sempre fatto registrare non solo incrementi positivi, ma anche aumenti di gran lunga superiori a quelli degli uomini. Nel 2007, invece, il numero delle assunte è sceso dello 0,9 per cento. Ma è tutto il mercato occupazionale a soffrire a Milano e provincia, e secondo l´Osservatorio sul mercato del lavoro di Palazzo Isimbardi fa registrare una sensibile battuta d´arresto: un modesto più 0,1 per cento, trainato solo dal forte incremento del lavoro part time. Tanto che, ipotizzano gli autori della ricerca, se si guardassero solo le ore di lavoro effettive il saldo occupazionale potrebbe essere addirittura negativo.

Dice Bruno Casati, assessore provinciale al Lavoro: «A Milano con l´Expo si annunciano 70/80mila nuovi posti di lavoro. Propongo un patto tra le istituzioni per raggiungere un´occupazione piena e stabile, e avviare già nel presente percorsi di formazione». Anche perché oggi si nota un «consolidarsi di lavoratori stabilmente instabili - osserva Pier Antonio Varesi, docente di Diritto del lavoro alla Cattolica - . C´è stato un capovolgimento: sono standard le occupazioni flessibili ed eccezionali quelle stabili». Negativo il trend per l´occupazione femminile. Dalla ricerca emergono infatti, oltre alla riduzione del numero di assunzioni, altri due elementi significativi. Il primo è relativo all´aumento tra le donne del lavoro indipendente, indicatore che si manifesta spesso nei momenti di difficoltà occupazionale: quando trovare un posto è un´impresa, ci si inventa letteralmente un´attività. Meno occupate, dunque, le donne. Ma più micro-imprenditrici. Il secondo elemento è relativo al numero dei disoccupati che un lavoro neppure lo cercano più: per le donne si è registrato in un solo anno un aumento addirittura del 34 per cento, dato che sembra testimoniare l´effetto «scoraggiamento» nei confronti del mondo del lavoro. Anche nei contratti a tempo determinato le cose non vanno meglio: nel 2007 le donne che lavorano con contratti a termine sono diminuite del 15,7 per cento, a fronte di un aumento maschile del 3,2 per cento.

In termini assoluti il mercato del lavoro nella provincia milanese è rimasto sostanzialmente immobile. E segnato dalla precarietà per i neoassunti. L´anno scorso ci sono state 757mila nuovi contratti di assunzione, che hanno interessato 420mila persone, di cui ben il 70 per cento a tempo determinato. Solo uno su tre viene assunto a tempo indeterminato. Una percentuale bassa, e che risente della registrazione di lavoratori neo-comunitari: nel 2007 si è infatti verificata una forte impennata delle assunzioni stabili per questi lavoratori, che hanno rappresentato quasi il 50 per cento del totale degli assunti a tempo indeterminato.
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