di catluc
Il ritorno alla città, senza spazi in cui far rotolare lo sguardo, senza mare in cui sognare di scivolare in libertà, senza sole e senza natura, fu inquieto e difficoltoso. La sua casa, benché in cima ai tetti, le sembrava sporca, piccola, claustrofobia. Il suo letto, con le lenzuola turchesi, inutilmente “apparecchiate''…per chi? Il vuoto che sentiva dentro di sé e nel suo cuore era pari allo desolazione che le comunicava quella casa. Una casa senza padroni e senza ospiti. Uno sguardo nel frigo: irrimediabilmente vuoto pure lui. Lo stomaco non brontolava, ma andare a letto senza cena non era consigliabile. Cosa fare? Giorgia aveva scelto un ristorantino non molto lontano da casa sua, “La trattoria degli amici'', dove conosceva tutti e dove andava volentieri anche perché lì non si sentiva sola. E così fece anche quella sera. In Via Savona, zona di ristoranti alternativi, un tempo zona di case di ringhiera ora piena di locali a “la page''.
Quando arriva, tutti la salutarono con affetto. Sapevano che andava lì quando era disperatamente in crisi di solitudine. E la consolavano. Un antipasto veloce ed una pasta con fagiolini e gamberetti e poi un dessert della casa. Innaffiato da vino bianco, un buon Gavi. Giorgia si sentiva meglio e le quattro chiacchiere con il proprietario giovane del locale, l’avevano rasserenata. Adesso bisognava tornare a casa. In “quella'' casa.
Appena aperta la porta trovò un foglietto fatto scivolare sotto la soglia. Era della portiera che le comunicava che erano passati da lei per lasciarle dei fiori, ma vista la sua latitanza li aveva presi lei.
Giorgia si chiese di chi potessero essere. Era vero, oggi era il suo compleanno, se ne era quasi dimenticata, ma i vari messaggi sulla segreteria glielo confermarono. I suoi genitori, suo fratello, alcuni suoi amici, Paolo, Marco e infine delle voci che non riconosceva: i suoi amici russi che lavoravano al consolato.“Dobry dien’ razhdenja, dorogaja Dgiorgia'' dicevano. Giorgia si sentì sollevata e decise di festeggiare l’indomani. Ora voleva solo andare a letto e riprendere nella mente le belle immagini dei giorni passati.
Era una grande sognatrice e riusciva a guidare i sogni: chiudeva gli occhi focalizzandosi su un’immagine che le piaceva ed era sicura che avrebbe sognato qualcosa che concerneva quel dettaglio. E stavolta si addormentò sognando il mare di Zoagli e la nuotata in libertà con Marco. Sentiva ancora l’acqua che le toccava le gambe massaggiandole con leggerezza, s’insinuava nelle cavità profonde del corpo femminile ed arrivava dentro gli organi sessuali provocandole un immensa gioia e piacere. Si sentiva ripulita e gioiosa, piena di energie ed armonia. In pace con se stessa e con la natura. Con gli uomini, con Paolo che tradiva, con Daniel che desiderava, con Marco che adorava… |