Il giorno dopo Bettina ripensava alla sera precedente, tra una telefonata e l’altra, un cliente e il successivo, una diapositiva e la seguente. Un bacio così, non lo aveva ricevuto da tempo. Un bacio in punta di piedi, avrebbe detto. Eppure quell’uomo era adulto, non più un ragazzino e con un così splendido sorriso. Un uomo che ogni giorno si occupava di soldi che si accumulavano o si dissipavano, ma aveva mantenuto il sorriso allegro di un bambino. Avrebbe voluto andare in Guatemala con lui. Le sembrava che per ciò che riguardava i viaggi fossero sulla stessa lunghezza d’onda. Ma era sufficiente? E poi chiaramente ci sarebbe stato qualcos’altro. Il letto, il fatidico letto da cui lei non si era mai tirata indietro. Le piaceva far l’amore, ma con la persona giusta. Non l’amore da palestra, ma l’amore da innamorati. Il gioco, la seduzione, la sensualità, gli scherzi, la complicità. Ma questo si poteva saperlo solo dopo averlo provato. E di tempo non ce n’era più molto, alla loro età. Si passava frequentemente dalla cena a lume di candel all’amplesso, senza conoscersi sufficientemente bene. Giusto o no, questa era la modalità che andava di moda ai suoi tempi. E alla sua età. Spesso rifiutare di proseguire sulle strade amorose voleva dire perdere la persona che le interessava. Se le donne si concedevano più facilmente, gli uomini erano conseguentemente più impazienti. Per una che diceva no, ce ne erano altre che acconsentivano. Il ruolo maschile era assai facilitato, le sembrava.
Comunque il Guatemala le piaceva, era una bella idea. Ed inoltre voleva assolutamente lasciare Spiro. Come si era permesso di penetrarla senza protezione, senza averlo concordato con lei precedentemente? Aveva dimostrato ancora una volta di fare l’uomo/padrone.
Telefonò quindi a Carlo. “Ciao Carlo, come stai?'' “Bene. Hai pensato alla mia proposta? Oggi devo andare all’agenzia di viaggi.'' “ Sì, mi piacerebbe. Quando dovremmo partire?'' “Ad agosto, tra due mesi.'' “Bene, vedo qui in ufficio se mi concedono le ferie.'' “Ma non sei una supermanager? Devo chedere le ferie? Prendite.'' “Sembra facile.'' “Ci vediamo stasera davanti ad una omelette? E’ l’unica cosa che so fare. Verresti a casa mia? Dopo il lavoro?'' “No, Carlo stasera sono impegnata, ma poi ti racconterò. Devo definire una situazione.'' “Bene, a domani, allora.'' Bettina dopo il lavoro passò in farmacia per prendere un test di gravidanza. Era molto preoccupata e voleva chiarire il suo stato fisico. Un figlio lo aveva desiderato da Spiro, ma non in questo momento in cui il rapporto si stava slabbrando.
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