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Il compleanno di Cristina Obber
Quando stai per lasciare i 39 ti chiedi cosa vuol dire compiere 40 anni
 
Per i 40 anni, se non ci pensi tu, ci pensa qualcun altro ad organizzarti una bella festa di compleanno a sorpresa.

Avete presente la pubblicità che raccomandava di andare al supermercato con il look da vernissage perché potresti incontrare Brad Pitt tra le fette biscottate e i tampax?

Ecco, diciamo che se non avete intenzione di festeggiare i vostri 40 anni vi consiglio, nelle due settimane a cavallo dell’evento, di farvi trovare ininterrottamente perfette, manicure, baffetti e ascelle comprese, ovviamente su tacco minimo dieci centimetri. E non dimenticate di ripassare il correttore in auto o in ascensore, prima di rientrare a casa, dove qualcuno potrebbe immortalare due occhiaie olivastre sotto il vostro stupore.

A me è successo qualcosa del genere. Qualche anno fa.
Mia cognata mi ha invitato a cena – una settimana prima del mio compleanno, per essere sicura di fregarmi – dicendomi che voleva mostrarmi delle diapositive.

Come ci si veste per passare la sera su un divano a sbadigliare?
Quello che avete risposto va benissimo.
Infatti ho infilato le scarpe da ginnastica senza nemmeno guardarmi allo specchio – uno specchio intero nemmeno ce l’ho – e sono uscita, dopo aver caricato la lavatrice dei bianchi da stendere al ritorno.

Mai avrei immaginato! Erano mesi che cercavo di esorcizzare l’imminente ricorrenza, ignorandola.
Per questo mi ci sono voluti alcuni secondi per capire cosa ci facessero tutti i miei amici nella cucina di mio fratello.
Il fatto che battessero le mani e cantassero Tanti auguri mi ha poi agevolato.

Occhiaie e scarpe permettendo, devo ammettere che mi ha fatto davvero piacere averli intorno, immaginarli a confabulare alle mie spalle, a preparare tartine e scegliere il vino per il brindisi, a prenotare pasticcini e candeline.
Mi sono commossa, mi sono divertita. Ho fatto la prima donna come il giorno del mio matrimonio, ho aperto i regali fingendo di gradire anche il guanto di crine per le cellule morte, cellule delle quali non avevo ancora parlato ad anima viva.

Insomma devo ringraziare mia cognata  per avermi dato un altro bel ricordo da incollare nell’album della vita.

Quando stai per lasciare i 39 ti chiedi cosa vuol dire compiere 40 anni, come se il mondo si aspettasse qualcosa da te, l’indomani.
Avere 40 anni ha significato per me aver cresciuto dei figli, aver amato, aver conosciuto tante persone, avere tanti amici, aver respirato luoghi e profumi, incrociato sguardi, provato emozioni.

Collezionato sbagli, ma senza rimpianti.
Alla parola rimpianto ho sempre sostituito il termine rammarico perché da cosa nasce cosa, come dal letame nascono i fiori.

Oggi ne compio 46.
Sei anni di cose in più
. Sei anni di sentimenti, incontri, errori, gioie e confusione, speranze, disillusioni, stupori e sorrisi.

Questa è la piacevole sensazione che porto con me.
Qualcuno ha scritto. Si nasce, si muore, il resto sono chiacchiere.

Oggi è il mio compleanno, ho voglia di chiacchierare!
 
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