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LA PAURA PORTA SOLO SOLITUDINE di M. Cristina Paselli
Impariamo a concentrarci su quello che abbiamo.

D.

Egregia dottoressa,
ho un'amica che ha 54 anni, vive col marito, i due figli e in più due vecchietti di 80 anni. Non ha più la mamma, non ha sorelle o cognate con cui parlare nè amiche o amici fidati, è una persona molto timida e diffidente.  Noi ci siamo conosciute sul lavoro 3 anni fa e siccome ho 24 anni mi ha un  po' presa come una figlia acquisita e con me si apre un po' di più.

Ha avuto nel 2005 un tumore al seno e i chirurghi che l'hanno operata hanno  ricucito male e le è rimasta una cicatrice scavata che non le permette di  indossare reggiseni a balconcino oppure maglie scollate e questo la manda in  crisi. L'anno scorso ha avuto un arresto cardiaco e le hanno impiantato un  defibrillatore sotto cute. Solo che l'ospedale nel quale glie l'hanno messo  l'ha attaccato alla carne e le ha causato un'infiammazione. E' stato  spostato in un altro ospedale e messo sotto il muscolo ma essendo magra e  con poco seno si vede e le crea ulteriori problemi.
Purtroppo nè io nè la sua famiglia riusciamo a farle capire che è già stata  fortunata a sopravvivere ad entrambe i problemi e che ha una famiglia a cui  pensare, per lei il fatto che esteticamente sia rovinata è insostenibile.
Ha provato a contattare un chirurgo estetico (molto poco serio tra l'altro) che le ha detto che non poteva fare niente per aggiustarla e crediamo che questo sia solo perchè non voleva andare privatamente e passare con l'asl. Ora però non c'è verso di portarla da un altro chirurgo perchè ha paura di  sentirsi di nuovo dire che non si può fare nulla.
Non riusciamo nemmeno a portarla da uno psicologo perchè ha la vecchia  mentalità che dallo psicologo ci vanno i matti''. E nemmeno durante la  terapia del tumore è stata seguita. Ha spesso crisi di pianto ed è scontrosa  e cattiva con chi la circonda e noi non sappiamo come aiutarla. Io forse  sono quella che ascolta di più ma non so nemmeno io cosa fare... ha qualche consiglio da darmi?
Lettera non firnata

******************************************************Gentile R.

Gentile amica di Dols,
soprattutto preziosa amica della signora per cui chiedi consiglio,
mi complimento con te per l'altruismo con cui ti proponi, rendi onore a tutto il genere femmiile.
Per fortuna accanto a chi ha bisogno,spesso, si trovano “esseri illuminati'' che contribuiscono a tollerare con maggiore forza ed energia gli insulti imprevedibili che la vita democraticamente  regala...
 
La tua amica è stata duramente provata dalla sorte, ha una famiglia pesante da governare in più ha una grande paura del futuro proprio perchè i due episodi accaduti hanno messo in discussione addirittura la  sua sopravvivenza.
Immaginiamo come si può sentire, ferita nella sua femminilità, a causa di interventi deturpanti, paralizzata dalla paura per sè e caricata di responsabilità già faticose anche per chi è in salute e forte.

Che puoi fare per lei?
Intanto farle sentire che può contare su di te, sugli amici, su una disponibilità disinteressata, su appoggi e sostegni anche nel quotidiano per governare i piccoli contrattempi, le sorellanze e le fratellanze ci compensano fortemente e non ci lasciano mai soli.
Non direi di insistere su comportamenti “guida'' del tipo...vai dallo psicologo o ...''fatti rioperare'', sono dannosi e non portano a nulla per farla sentire meglio, anzi la mettono di fronte, in modo troppo diretto, ai suoi timori ed alla sua indisponibilità nell'affrontare ulteriori disagi e prove dolorose di cui non ha certezza di risultato.
Occorre piuttosto lavorare insieme su una necessaria ritrovata sicurezza e sulla scoperta di nuove ed insospettate energie presenti in ogni essere umano, soprattutto femminile, per trasmetterle, insieme alla forza, quella carica vitale di cui ha assoluta necessità non solo per affrontare e possibilmente vincere la malattia, ma anche per gestire i giorni a venire con risoluta fiducia nella vita e nei suoi cambiamenti insperati.
Come scrive Isabel Alliende nel suo libro “La casa degli spiriti
'La vita è lunga e fa molti giri.'

Giri che non possiamo nemmeno immaginare con la più fervida fantasia...
Insegnale, con pazienza ed affetto, a ritrovare e a credere che esiste una recuperabile stabilità di riferimento per ognuno, contro ogni natura transitoria della vita e proprio questo è necessario dare fondamento a tutti i valori che rendono accettabili e superabili le avversità, anche quelle che appaiono devastanti così come tanti fastidiosi contrattempi che c'incrociano.
Impariamo a concentrarci su quello che abbiamo, sul bene che ci attornia, sulla presenza e la cura di chi ci dona tempo, sulla forza della nostra mente, sulla possibilità che hanno sia la volontà che la detrminazione di farci cambiare, fino a poter modificare la nostra vita, sul valore della relazione tra gli esseri viventi.
E' molto importante non pensare compulsivamente e con ansia tormentata a ciò che non va o a ciò che accadrà nel domani con spavento e timore, ma imparare la concentrazione ed il rilassamento  per assumere la coscienza della forza di sé, convincendosi ad essere pronti e capaci nell' affrontare qualsiasi battaglia,vincendola o almeno uscendone senza ferite mortali.
Pian piano queste ritrovate e, per lei insperate energie, costruiranno, insieme a ritrovati pensieri positivi, una vera volontà di vivere che la porterà a decidere autonomamente se recarsi da un chirurgo esperto che, intervenendo nuovamente ed in sicurezza, la metterebbe in grado di ritrovarsi ancora desiderabile e sicura.
 
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