D.
Egregia dottoressa, ho un'amica che ha 54
anni, vive col marito, i due figli e in più due vecchietti di 80 anni. Non ha
più la mamma, non ha sorelle o cognate con cui parlare nè amiche o amici fidati,
è una persona molto timida e diffidente. Noi ci siamo
conosciute sul lavoro 3 anni fa e siccome ho 24 anni mi ha un po' presa
come una figlia acquisita e con me si apre un po' di più.
Ha avuto nel
2005 un tumore al seno e i chirurghi che l'hanno operata
hanno ricucito male e le è rimasta una cicatrice scavata che non le
permette di indossare reggiseni a balconcino oppure maglie scollate e
questo la manda in crisi. L'anno scorso ha avuto un arresto
cardiaco e le hanno impiantato un defibrillatore sotto cute. Solo
che l'ospedale nel quale glie l'hanno messo l'ha attaccato alla carne e le
ha causato un'infiammazione. E' stato spostato in un altro ospedale e
messo sotto il muscolo ma essendo magra e con poco seno si vede e le crea
ulteriori problemi. Purtroppo nè io nè la sua famiglia riusciamo a farle
capire che è già stata fortunata a sopravvivere ad entrambe i problemi e
che ha una famiglia a cui pensare, per lei il fatto che esteticamente sia
rovinata è insostenibile. Ha provato a contattare un chirurgo estetico (molto
poco serio tra l'altro) che le ha detto che non poteva fare niente per
aggiustarla e crediamo che questo sia solo perchè non voleva andare privatamente
e passare con l'asl. Ora però non c'è verso di portarla da un altro chirurgo
perchè ha paura di sentirsi di nuovo dire che non si può fare
nulla. Non riusciamo nemmeno a portarla da uno psicologo perchè ha la
vecchia mentalità che dallo psicologo ci vanno i matti''. E nemmeno
durante la terapia del tumore è stata seguita. Ha spesso crisi di pianto
ed è scontrosa e cattiva con chi la circonda e noi non sappiamo come
aiutarla. Io forse sono quella che ascolta di più ma non so nemmeno io
cosa fare... ha qualche consiglio da darmi?
Lettera non
firnata
******************************************************Gentile
R.
Gentile amica di Dols,
soprattutto preziosa amica della signora per cui chiedi consiglio, mi
complimento con te per l'altruismo con cui ti proponi, rendi
onore a tutto il genere femmiile. Per fortuna accanto a chi ha
bisogno,spesso, si trovano “esseri illuminati'' che contribuiscono a tollerare
con maggiore forza ed energia gli insulti imprevedibili che la vita
democraticamente regala... La tua amica è stata
duramente provata dalla sorte, ha una famiglia pesante da
governare in più ha una grande paura del futuro proprio perchè
i due episodi accaduti hanno messo in discussione addirittura la sua
sopravvivenza.
Immaginiamo come si può sentire, ferita nella sua
femminilità, a causa di interventi deturpanti, paralizzata dalla paura
per sè e caricata di responsabilità già faticose anche per chi è in salute e
forte.
Che puoi fare per lei?
Intanto farle sentire che può contare su di te, sugli amici, su una
disponibilità disinteressata, su appoggi e sostegni anche nel
quotidiano per governare i piccoli contrattempi, le sorellanze e le fratellanze
ci compensano fortemente e non ci lasciano mai soli.
Non direi di insistere su comportamenti “guida'' del tipo...vai dallo
psicologo o ...''fatti rioperare'', sono dannosi e non portano a nulla per farla
sentire meglio, anzi la mettono di fronte, in modo troppo diretto, ai suoi
timori ed alla sua indisponibilità nell'affrontare ulteriori disagi e prove
dolorose di cui non ha certezza di risultato.
Occorre piuttosto lavorare insieme su una necessaria ritrovata
sicurezza e sulla scoperta di nuove ed insospettate energie presenti in
ogni essere umano, soprattutto femminile, per trasmetterle, insieme alla forza,
quella carica vitale di cui ha assoluta necessità non solo per affrontare e
possibilmente vincere la malattia, ma anche per gestire i giorni a venire con
risoluta fiducia nella vita e nei suoi cambiamenti insperati. Come scrive
Isabel Alliende nel suo libro “La casa degli spiriti 'La vita è
lunga e fa molti giri.'
Giri che non possiamo nemmeno immaginare
con la più fervida fantasia...
Insegnale, con pazienza ed affetto, a ritrovare e a credere che
esiste una recuperabile stabilità di riferimento per ognuno,
contro ogni natura transitoria della vita e proprio questo è necessario dare
fondamento a tutti i valori che rendono accettabili e superabili le avversità,
anche quelle che appaiono devastanti così come tanti fastidiosi contrattempi che
c'incrociano.
Impariamo a concentrarci su quello che abbiamo, sul bene
che ci attornia, sulla presenza e la cura di chi ci dona tempo, sulla forza
della nostra mente, sulla possibilità che hanno sia la volontà che la
detrminazione di farci cambiare, fino a poter modificare la nostra vita, sul
valore della relazione tra gli esseri viventi.
E' molto importante non pensare compulsivamente e con ansia
tormentata a ciò che non va o a ciò che accadrà nel domani con spavento
e timore, ma imparare la concentrazione ed il rilassamento per assumere la
coscienza della forza di sé, convincendosi ad essere pronti e capaci nell'
affrontare qualsiasi battaglia,vincendola o almeno uscendone senza ferite
mortali.
Pian piano queste ritrovate e, per lei insperate energie, costruiranno,
insieme a ritrovati pensieri positivi, una vera volontà
di vivere che la porterà a decidere autonomamente se recarsi da un
chirurgo esperto che, intervenendo nuovamente ed in sicurezza, la metterebbe in
grado di ritrovarsi ancora desiderabile e sicura.
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